C’è chi a settant’anni pensa alla pensione e chi invece si rimette a studiare. E siccome Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, non è mai stato uno che fa le cose normali, eccolo di nuovo tra i banchi per la Maturità, oltre cinquant’anni dopo aver salutato il liceo Redi di Arezzo per andare a fare concerti.
All’istituto Minerva di Roma, elegantissimo nel suo doppiopetto blu, il cantante aretino s’è messo a fare il candidato come tutti gli altri. Niente corsie preferenziali e niente suggeritori nascosti dietro la lavagna. Anzi, è stato pure il primo a consegnare.
Alla fine ha scelto il tema sulla democrazia, anche se una tentazione l’aveva avuta.
«Volevo fare quello sui confini, ma poi ho pensato: un sarà mica il caso di riaprire tutta la storia dei concerti a Mosca? E allora ho cambiato strada».
Una scelta prudente, insomma. Perché a settant’anni uno le guerre le lascia fare ai social e preferisce passare tranquillo alla seconda prova.
Fuori dalla scuola, però, il clima era quello delle grandi occasioni. Studenti, professori e curiosi tutti in fila per una foto. E quando qualcuno ha chiesto una canzone, Pupo non s’è fatto pregare. Via con “Sarà perché ti amo”, cantata insieme a insegnanti e compagni di classe.
«Era tranquillo, nessuno gli ha dato una mano», raccontano gli altri maturandi. E ci mancherebbe altro: uno che ha riempito teatri e piazze in mezzo mondo vuoi che si faccia impressionare da un tema d’italiano?
Dietro questa sfida, però, c’è anche qualcosa di più serio. Pupo ha spiegato di aver voluto prendere il diploma anche per ricordare i genitori, che lo avrebbero voluto vedere con quel pezzo di carta in mano.
E già pensa al futuro. Dopo la Maturità, l’obiettivo è la laurea in Scienze della comunicazione. Insomma, mentre tanti suoi ex compagni son dietro ai nipoti, lui è ancora lì con libri, esami e interrogazioni.
E se sarà promosso? La promessa l’ha già fatta: concerto in classe per tutti.
Perché, in fondo, certi studenti un li trovi mica tutti i giorni.


