Ogni tanto la redazione dell’Ortica si avventura nei gruppi Facebook aretini. Non per capire chi abbia ragione, ma per osservare quel fenomeno antropologico in cui una domanda semplice riesce a trasformarsi, nel giro di trenta commenti, in una discussione sulla decadenza della civiltà occidentale.
È successo di nuovo.
Una cittadina, esasperata dai cani lasciati liberi nei parchi pubblici, ha chiesto se nel gruppo fosse presente «un vigile con voglia di fare multe». Una richiesta apparentemente innocente che, nel giro di poche ore, ha generato un dibattito più acceso di un consiglio comunale sul traffico.
Tra chi proponeva il guinzaglio per gli umani e chi il collare a strozzo per quelli che «dicono stronzate», la conversazione ha rapidamente assunto i contorni di una conferenza ONU sulla convivenza civile.
C’è chi ha invocato i vigili, chi i carabinieri, chi direttamente la Polizia e chi, non fidandosi delle istituzioni nazionali, ha suggerito di scrivere contemporaneamente al sindaco, a Giorgia Meloni e a Donald Trump.
Quando sembrava impossibile alzare ulteriormente il livello, qualcuno ha chiamato in causa i Marines e altri hanno annunciato l’imminente arrivo delle forze speciali, evidentemente già pronte a sbarcare a Villa Severi con mezzi blindati e sacchetti per la raccolta delle deiezioni.
Nel frattempo il dibattito, come da tradizione social, si è allargato ai bambini che giocano a pallone, alle biciclette sui marciapiedi, alla storia di Coco, alla mancanza di morale dell’umanità e persino alla tristezza delle infanzie di chi paragona i bambini ai cani.
Non sono mancati gli interventi dei filosofi del gruppo. «Il cane rispecchia i problemi del padrone», ha sentenziato uno, venendo immediatamente promosso a psicologo cinofilo honoris causa.
Alla fine, dopo oltre cinquanta commenti e un numero imprecisato di punti esclamativi, una verità condivisa è emersa: per legge i cani devono stare al guinzaglio.
Ma sarebbe stato troppo semplice dirlo subito. E privare Arezzo di uno dei suoi sport preferiti: trasformare una questione pratica in una discussione capace di coinvolgere animali, politica internazionale e il destino morale dell’umanità.


