La Polizia di Stato ha sferrato un duro colpo al settore dei reati predatori, provocando sconforto tra ladri, truffatori e parenti costretti a ripetere per l’ennesima volta la frase: «In fondo è un bravo ragazzo».
L’operazione, condotta in 26 città del nord e del centro Italia, si è conclusa con 70 arresti e 264 persone denunciate a piede libero. Un bilancio che, secondo fonti non confermate, avrebbe fatto precipitare le vendite di passamontagna e piede di porco.
Nel corso dei controlli sono stati sequestrati arnesi da scasso, oltre 13 mila euro in contanti, gioielli, abiti firmati e duemila pacchetti di sigarette, facendo registrare il più alto numero di tabaccai improvvisamente rimasti senza «offerte speciali».
Particolarmente apprezzato dagli investigatori il ritrovamento di un assortimento degno di una ferramenta medievale: coltelli, machete, sciabole, accette, fionde e sfollagente telescopici. Gli esperti stanno ancora cercando di capire se alcuni soggetti si preparassero a una rapina o alla rievocazione storica di una battaglia del Quattrocento.
Complessivamente sono state identificate oltre 27 mila persone. In provincia di Arezzo i controlli hanno riguardato 5.156 cittadini, con un arresto e undici denunce. Sequestrate anche tre armi bianche e vari strumenti da scasso, facendo così crollare le quotazioni dei tutorial «Aprire una porta senza chiavi in cinque minuti».
Secondo indiscrezioni, alcuni malviventi avrebbero espresso amarezza per l’accanimento delle forze dell’ordine, lamentando «la mancanza di comprensione verso le tradizioni artigianali del settore».
Gli investigatori, tuttavia, hanno rassicurato la popolazione: il controllo del territorio proseguirà, nonostante le proteste dell’Associazione Nazionale Amici del Grimaldello, che avrebbe già annunciato una raccolta firme.


