Passiamo la vita a rinchiudere i piedi dentro scarpe sempre più tecniche, imbottite e intelligenti, poi ci stupiamo se non sappiamo più come appoggiamo il peso. Camminare scalzi sulla sabbia non rimette a posto la schiena, non fa dimagrire e non sostituisce il fisioterapista, ma può aiutarci a prestare maggiore attenzione all’appoggio, all’equilibrio e al modo in cui ci muoviamo. Il punto non è tornare alle caverne: è ricordarsi che sotto le caviglie non abbiamo due semplici porta-scarpe.Passiamo gran parte della giornata con i piedi rinchiusi dentro scarpe sempre più tecniche, imbottite e intelligenti. Poi ci stupiamo se non sappiamo più come appoggiamo il peso del corpo.
Camminare scalzi sulla sabbia non rimette automaticamente a posto la schiena, non fa dimagrire e non sostituisce il fisioterapista. Può però aiutarci a prestare maggiore attenzione all’appoggio, all’equilibrio e al modo in cui ci muoviamo.
Il punto non è tornare alle caverne, ma ricordarsi che sotto le caviglie non abbiamo due semplici porta-scarpe.
In questi giorni, trascorrendo un po’ di tempo al mare, ho camminato a piedi nudi sulla sabbia e dentro l’acqua. Da questa esperienza è nata una riflessione sul ruolo dei piedi nella postura, nel movimento e nella percezione del nostro corpo.
Entriamo dunque nell’estate riscoprendo, con buon senso, il piacere e la funzione dei piedi nudi.
Recuperare la sensibilità dei piedi
Camminare scalzi, quando le condizioni lo permettono, può essere un modo semplice per riscoprire il contatto con il terreno e percepire meglio come distribuiamo il peso del corpo.
La pianta del piede è ricca di recettori sensoriali che raccolgono informazioni sulla superficie sulla quale ci troviamo e contribuiscono, insieme ai segnali provenienti da muscoli, tendini, articolazioni, vista e apparato vestibolare, al controllo dell’equilibrio e del movimento.
Questa capacità fa parte della propriocezione, cioè del complesso sistema che ci permette di percepire la posizione e il movimento del corpo nello spazio anche senza guardarci continuamente.
La propriocezione è fondamentale per stare in piedi, camminare, cambiare direzione e adattare il corpo alle diverse superfici. Non dipende esclusivamente dai piedi, ma le informazioni provenienti dalla pianta contribuiscono al controllo posturale, soprattutto quando l’equilibrio diventa più impegnativo.
Le scarpe sono indispensabili per proteggere il piede, ma camminare ogni tanto scalzi su superfici sicure può offrire sensazioni diverse rispetto alla normale camminata con le calzature. Gli effetti, tuttavia, cambiano in base all’età, alle condizioni individuali, alla superficie e all’abitudine della persona. Le ricerche non permettono di sostenere che stare scalzi sia sempre e comunque migliore.
Camminare scalzi, ma senza fare gli eroi
Si può iniziare camminando per pochi minuti a piedi nudi in casa, sulla sabbia compatta o su un prato pulito e regolare.
È consigliabile procedere gradualmente, osservando eventuali fastidi e controllando che il terreno non presenti vetri, sassi appuntiti, superfici bollenti o altri pericoli. Se compaiono dolore, irritazioni o difficoltà nel cammino, è meglio interrompere.
Le persone con diabete, neuropatie, problemi di circolazione, lesioni ai piedi o una ridotta sensibilità devono prestare particolare attenzione. In presenza di diabete, le indicazioni sanitarie raccomandano generalmente di non camminare scalzi, perché una ferita potrebbe non essere avvertita immediatamente.
Una semplice ginnastica propriocettiva
Per allenare la consapevolezza dell’appoggio e l’equilibrio si possono eseguire alcuni esercizi semplici, vicino a una parete, a un tavolo stabile o a una sedia.
Primo esercizio: percepire l’appoggio
In piedi e a piedi nudi, spostare lentamente il peso del corpo verso i talloni, poi verso l’avampiede e infine sui lati della pianta.
Il movimento deve essere piccolo e controllato. Non occorre sollevare completamente i piedi dal pavimento. Per iniziare possono bastare tre o cinque minuti.
Secondo esercizio: trasferire il peso
Spostare lentamente il peso corporeo da una gamba all’altra, mantenendo il busto eretto e le ginocchia leggermente rilassate.
L’obiettivo non è dondolare come una barca durante una burrasca, ma percepire come cambia l’appoggio sotto ciascun piede.
Terzo esercizio: equilibrio su una gamba
Posizionarsi vicino a un sostegno stabile, sollevare leggermente un piede e provare a rimanere in equilibrio sulla gamba opposta.
È preferibile iniziare con gli occhi aperti. Solo quando l’esercizio viene eseguito con sicurezza si può provare, per pochi secondi, a chiudere gli occhi, mantenendo sempre una mano vicina all’appoggio.
La vista ha un ruolo importante nel controllo posturale: chiudere gli occhi rende infatti l’esercizio sensibilmente più difficile.
Rimanere in equilibrio per poco tempo non significa automaticamente avere una postura scorretta, problemi alle articolazioni o una propriocezione compromessa. Il risultato può essere influenzato dall’età, dall’allenamento, dalla stanchezza, dalla posizione del piede e da numerosi altri fattori.
Questo esercizio può essere uno stimolo per allenarsi, ma non deve essere trasformato in una diagnosi fatta in salotto tra una sedia e il telecomando.
Glutei, bacino e postura
Anche i muscoli glutei svolgono un ruolo importante nel movimento. Contribuiscono alla stabilità del bacino, al controllo degli arti inferiori e alle attività quotidiane come camminare, salire le scale o alzarsi da una sedia.
Una riduzione della forza muscolare può rendere più difficili alcuni movimenti e favorire compensazioni. Per questo è utile mantenere attivi i glutei con esercizi adeguati alla propria età e condizione fisica.
Camminate, esercizi di resistenza, alzate dalla sedia e movimenti mirati possono essere utili. In presenza di dolore alla schiena, alle anche, alle ginocchia o di problemi di equilibrio è però opportuno farsi consigliare da un medico o da un fisioterapista.
Riscoprire i piedi con buon senso
Camminare scalzi non è una terapia universale e non produce miracoli. Può però diventare un’occasione per ascoltare maggiormente il corpo, percepire il contatto con il terreno e dedicare qualche minuto all’equilibrio e al movimento.
In casa, sulla spiaggia o su un prato sicuro possiamo quindi concedere ai piedi un po’ di libertà, procedendo gradualmente e rispettando le nostre condizioni fisiche.
Le scarpe torneranno presto al loro posto. Ma almeno, per qualche minuto, ci ricorderemo che dentro ci sono ancora due piedi e non soltanto i supporti anatomici delle nostre sneakers.
Buona giornata in salute.


