La Minerva in Colcitrone si sveglia e chiede: «Ma questi sacchi li portano in Comune o restano qui?»
AREZZO – Nemmeno la Minerva, simbolo di saggezza e pazienza millenaria, sarebbe stata preparata a quello che i residenti di Porta Crucifera hanno trovato all’alba.
Nel cuore di Colcitrone, a pochi passi dalla replica della celebre statua etrusca, è infatti comparsa una delle classiche goliardate che precedono la Giostra del Saracino. Sul palco del quartiere sono stati lasciati alcuni sacchi contrassegnati dal simbolo del dollaro e, secondo quanto raccontano i presenti, riempiti di letame. Sopra di essi campeggiava uno striscione con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: «Dei sacchi di soldi per dei sacchi di merda».
Un messaggio dal significato evidente per chi lo ha ideato, ma la cui firma resta avvolta nel mistero. Che il blitz sia partito da Porta Santo Spirito, Porta del Foro o Sant’Andrea, al momento, non è dato sapere. Del resto, in tempo di Giostra, l’omertà goliardica vale più di un trattato internazionale.
La Minerva, che da decenni osserva impassibile le vicende del quartiere, avrebbe preferito non commentare. Fonti vicine alla statua riferiscono però di un lieve movimento degli occhi verso l’alto, universalmente interpretato dagli aretini come un eloquente: «Anche quest’anno ci siamo».
Nel frattempo, tra i quartieristi di Colcitrone c’è chi promette una risposta adeguata e chi, più pragmaticamente, si è limitato a recuperare pala e guanti. Perché se la tradizione della Giostra si alimenta di storia, colori e rivalità, c’è un’altra certezza tutta aretina: gli scherzi passano, ma la vendetta creativa resta.


