Perugia – Si chiude con un volo verso il Gambia una vicenda che aveva seminato paura e indignazione ben oltre i confini umbri. Protagonista, suo malgrado, una madre aretina, che nelle scorse settimane aveva vissuto attimi di terrore alla stazione di Fontivegge quando un cittadino gambiano di 29 anni avrebbe tentato di sottrarle la figlia di cinque anni.
Le urla della donna e il tempestivo intervento delle forze dell’ordine permisero di bloccare l’uomo e di restituire immediatamente la bambina alla madre, evitando conseguenze ben più gravi. Una storia che aveva avuto eco nazionale e che aveva lasciato profondamente scossa la famiglia aretina.
Dopo l’arresto e la successiva scarcerazione, che aveva alimentato polemiche e discussioni, la Questura di Perugia aveva avviato le procedure per l’espulsione del ventinovenne, ritenuto socialmente pericoloso e presente irregolarmente sul territorio nazionale.
Lunedì è arrivato l’ultimo via libera necessario. Gli agenti hanno quindi accompagnato l’uomo all’aeroporto di Fiumicino, da dove è stato imbarcato sul volo diretto in Gambia, sotto scorta internazionale di polizia.
«Il rimpatrio rappresenta una risposta concreta dello Stato di fronte a un episodio gravissimo», ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, sottolineando l’efficacia dell’intervento degli agenti che riuscirono a fermare l’uomo e a riportare la bambina tra le braccia della madre.
Per la madre aretina, che aveva raccontato come la figlia fosse rimasta terrorizzata dall’accaduto, si chiude così una vicenda che nessun genitore vorrebbe mai vivere.
E se Fontivegge continua a regalare cronache da far impallidire le serie crime, stavolta il finale è stato scritto prima che qualcuno proponesse una seconda stagione.


