Dopo i tre fogli di via arrivati a caldo, la Questura di Arezzo ha deciso di completare la collezione con altri cinque provvedimenti di prevenzione nei confronti dei giovani coinvolti negli scontri del 14 giugno.
Per i ragazzi è scattato il DACUR, una sorta di “abbonamento al centro storico scaduto”, che per uno o due anni impedirà loro di frequentare bar, locali e luoghi di ritrovo dell’area interessata dalla zuffa.
La mappa delle strade vietate è talmente estesa che qualcuno, leggendo l’elenco, avrebbe domandato se fosse più semplice indicare direttamente le vie ancora accessibili. Altri, appresa la notizia, si sarebbero già messi alla ricerca di un circolino a Rigutino per poter continuare a discutere animatamente senza dover consultare preventivamente il navigatore.
Secondo indiscrezioni raccolte tra gli avventori dei bar del centro, la misura avrebbe generato una nuova figura professionale: l’esperto in confini urbani, incaricato di spiegare agli amici dove termina via Frà Guittone e dove inizia la libertà.
L’attività investigativa della Squadra Mobile e dell’Ufficio Prevenzione Generale ha consentito di ricostruire con precisione quanto accaduto quella sera e di individuare tutti i responsabili delle varie condotte contestate.
Nel frattempo, tra i residenti del centro, c’è chi guarda il bicchiere mezzo pieno e chi semplicemente spera che la prossima rissa venga organizzata direttamente fuori dalle mura, così almeno il perimetro dei divieti non dovrà essere aggiornato a ogni stagione.


