Questo articolo usa ironia e linguaggio vernacolare per commentare fatti reali
C’era chi all’aeroporto di Perugia aspettava la valigia, chi il taxi e chi la zia con i panini. Lui, invece, ha trovato la Squadra Mobile di Perugia e quella di Arezzo, che evidentemente avevano preso molto sul serio la voce “servizi di accoglienza”.
Un cittadino macedone di 31 anni, condannato complessivamente a due anni e quattro mesi di reclusione per furto aggravato e ricettazione, aveva pensato bene di rifugiarsi all’estero per dribblare il conto con la giustizia italiana.
Peccato che, dopo accurate indagini, gli investigatori abbiano intuito che il fuggitivo stava per rimettere piede nel Belpaese. E siccome la discrezione è una bella cosa, ma prenotare un volo Tirana-Perugia col proprio nome è ancora meglio, gli agenti sono riusciti a risalire alla prenotazione e a presentarsi puntuali all’appuntamento.
Così, il 12 giugno, appena atterrato, il trentunenne ha scoperto che il comitato di benvenuto era composto dagli uomini delle Squadre Mobili di Arezzo e Perugia, pronti a prenderlo in consegna con più entusiasmo di un parente che aspetta il ritorno da una vacanza.
Dopo le formalità di rito, il viaggio è proseguito verso la casa circondariale di Perugia-Capanne, dove l’uomo sconterà la pena residua di due anni e quattro mesi.
Insomma, dopo mesi passati a sfuggire al carcere, è bastato un biglietto aereo per trasformare un tranquillo rientro in patria in una specie di “Benvenuto, ti stavamo aspettando”.


