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Il grasso: conoscerlo per gestirlo, non temerlo

In una società sempre più grassofobica, è tempo di cambiare prospettiva: il tessuto adiposo è una risorsa fondamentale per la nostra energia, salute e longevità

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Il grasso: conoscerlo per gestirlo, non temerlo

In una società sempre più grassofobica, è tempo di cambiare prospettiva: il tessuto adiposo è una risorsa fondamentale per la nostra energia, salute e longevità

Viviamo nella società della grassofobia

Siamo circondati da messaggi che demonizzano il grasso corporeo. Ma è davvero tutto da temere? In realtà, il grasso non è un nemico da combattere a tutti i costi, ma una componente essenziale della nostra biologia. La chiave è conoscerlo per imparare a gestirlo in modo consapevole.


Il grasso come riserva di energia e salute

Il tessuto adiposo è il nostro serbatoio di idrogeno, un elemento chiave per la produzione di energia. L’energia del nostro corpo non deriva da una combustione come quella di una caldaia, ma da una reazione biochimica che avviene nei mitocondri: la fusione tra idrogeno e ossigeno nel ciclo di Krebs.

Siamo, in un certo senso, macchine biologiche a idrogeno. In questa prospettiva, il calcolo calorico classico perde significato, perché il corpo non brucia calorie nel senso letterale del termine.


Le cellule staminali vivono nel grasso

Nel grasso sano sono contenute cellule staminali, le “cellule madri” capaci di rigenerare altri tipi di cellule nei nostri organi. La rigenerazione quotidiana del nostro corpo dipende in larga parte dalla vitalità del tessuto adiposo.


Gli adipociti: cellule straordinarie

Il tessuto adiposo è composto da adipociti, cellule specializzate che accumulano gli acidi grassi. Ogni adipocita vive circa 8-10 anni e, durante la sua vita, svolge funzioni fondamentali:

  • Produce oltre 600 proteine distribuite nell’organismo.

  • Secreta ormoni utili al metabolismo e alla regolazione del peso.

Gli adipociti si distinguono in quattro tipi, a seconda del loro colore e della loro funzione:

  1. Adipociti bianchi: riserva di grasso alimentare.

  2. Adipociti brown (marroni): producono calore corporeo.

  3. Adipociti beige: migliorano il metabolismo energetico.

  4. Adipociti pink (rosa): producono latte nelle mammelle durante l’allattamento.


Quando il grasso diventa un problema: l’infiammazione

Il problema nasce non dalla presenza del grasso, ma dal suo eccesso. Quando assumiamo troppi grassi alimentari, gli adipociti aumentano di volume (ipertrofia). Ma ogni adipocita ha un limite di espansione.

Una volta raggiunto il limite, produce citochine infiammatorie per impedire di espandersi ulteriormente. Queste citochine sono dannose: inducono uno stato infiammatorio cronico, che danneggia organi e tessuti e accelera l’invecchiamento e il decadimento funzionale.


Come sapere se il grasso è infiammato

Un semplice esame del sangue può aiutare: la proteina C reattiva (PCR) è un marcatore dell’infiammazione sistemica. Un suo aumento indica la presenza di grasso infiammatorio, associato a rischi per la salute.


Conclusione

Il grasso corporeo non è un nemico da eliminare, ma una risorsa da rispettare e gestire con equilibrio. Comprendere le sue funzioni biologiche ci permette di prenderci cura del nostro corpo in modo più intelligente, andando oltre miti e paure infondate.

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Dott. Pierluigi Rossi
Dott. Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.
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