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Le Donne Democratiche bacchettano Vannacci: «Sul femminicidio non basta il Bignami del generale»

La Conferenza provinciale delle Donne Democratiche di Arezzo rispedisce al mittente le parole dell'eurodeputato leghista: «Negare la specificità della violenza di genere è un errore culturale e politico»

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Le Donne Democratiche bacchettano Vannacci: «Sul femminicidio non basta il Bignami del generale»

La Conferenza provinciale delle Donne Democratiche di Arezzo rispedisce al mittente le parole dell'eurodeputato leghista: «Negare la specificità della violenza di genere è un errore culturale e politico»

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📄 FONTE comunicato stampa Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Arezzo

Se il generale Roberto Vannacci cercava di accendere il dibattito, dalle Donne Democratiche della provincia di Arezzo è arrivata una risposta senza mezzi termini e con tanto di richiamo ai compiti delle vacanze: «Rilegga la Convenzione di Istanbul».

Le esponenti democratiche hanno infatti rispedito al mittente le dichiarazioni dell’eurodeputato sul femminicidio, giudicate «fuori dalla realtà dei fatti» e figlie di una cultura che, a loro avviso, continua a sottovalutare la natura strutturale della violenza contro le donne.

Per la Conferenza delle Donne Democratiche, il femminicidio non è una parola alla moda né uno slogan da talk show, ma l’epilogo di una lunga catena fatta di minacce, controllo, persecuzioni e violenze che troppo spesso maturano all’interno delle relazioni affettive e familiari.

Nel mirino finisce quella che viene definita la «cultura patriarcale» alla quale, secondo le firmatarie della nota, apparterrebbe lo stesso Vannacci. E se il generale sostiene che ogni vita abbia lo stesso valore, le democratiche replicano che proprio perché la vita vale sempre, è necessario riconoscere le differenze e le specificità della violenza di genere, anziché appiattirle in nome di una presunta uguaglianza a colpi di slogan.

«Le parole hanno un peso, soprattutto quando pronunciate da chi ricopre incarichi pubblici», ricordano le Donne Democratiche, che invitano Vannacci a documentarsi maggiormente e a non inseguire consensi minimizzando fenomeni che, sostengono, rappresentano una delle emergenze culturali e sociali del Paese.

Tradotto dal politichese all’aretino corrente: se per capire il femminicidio basta dire “sono omicidi come gli altri”, allora tanto vale studiare medicina con il bugiardino dell’aspirina.

Le Donne Democratiche assicurano che continueranno a sostenere iniziative di prevenzione, educazione al rispetto e rafforzamento delle reti di protezione per le vittime e per i loro figli. Perché, ricordano, la parola femminicidio non spiega soltanto che una donna è stata uccisa, ma prova anche a raccontare perché.

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