A settant’anni suonati, mentre la maggior parte dei coetanei discute se annaffiare l’orto o prenotare la visita ortopedica, Enzo Ghinazzi, per tutti Pupo, s’è rimesso la cartella e s’è presentato all’esame di maturità.
Il cantante aretino, che da decenni canta, conduce, scrive e gira il mondo, ha deciso che gli mancava un pezzettino: il diploma. E così eccolo al liceo delle Scienze Umane di Roma, pronto a vedersela con Pirandello, D’Annunzio e, soprattutto, con la paura di dimenticassi la carta d’identità.
«Su D’Annunzio e Pirandello vo forte», ha assicurato Enzo. E c’è da credigli, visto che son più di cinquant’anni che affronta critici, televisioni e Festival di Sanremo: un commissario esterno, in confronto, è robina.
Sui social è partito un tifo degno d’una finale di Champions. C’è chi lo vede già dottore in Scienze della Comunicazione, chi gli dedica il diploma alla mamma, chi gli scrive dal Belgio, dalla Russia e perfino da Sydney. Mancava solo che arrivasse una lettera di incoraggiamento da Marte.
«Sei unico», «Sei mitico», «Sei il numero uno», «Gli esami non finiscono mai»: una pioggia di affetto che farebbe commuovere anche il professor più severo.
Naturalmente, in mezzo a questo mare di cuori e applausi, non poteva mancà l’anima schietta e vernacolare del web. Quella che, senza tanti giri di parole e con la poesia tipica delle osterie di una volta, ha affidato alla storia un commento destinato a rimanere negli annali:
«Ghinazzi, hai rotto er cazzo!».
Perché in Toscana se pòl essere tifosi, ammiratori e perfino innamorati delle canzoni di Pupo, ma guai a perdere quella sana capacità di prendere tutto con una risata.
E ora tutti a aspettare i risultati. Anche perché, se davvero prenderà la laurea, bisognerà cominciREa chiamallo dottor Ghinazzi. E lì sì che ci sarà da ridere.


