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Caprese Michelangelo, al centro diurno pagano tutti. Tranne chi dovrebbe pagare

La Fp Cgil accusa la cooperativa Opus di non aver versato ultime mensilità e liquidazioni alle operatrici del “Don Terzilio Rossi” e contesta il silenzio dell’Unione dei Comuni della Valtiberina

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Caprese Michelangelo, al centro diurno pagano tutti. Tranne chi dovrebbe pagare

La Fp Cgil accusa la cooperativa Opus di non aver versato ultime mensilità e liquidazioni alle operatrici del “Don Terzilio Rossi” e contesta il silenzio dell’Unione dei Comuni della Valtiberina

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa Fp Cgil

Al Centro Diurno “Don Terzilio Rossi” di Caprese Michelangelo il servizio ha cambiato gestore, ma alle lavoratrici sarebbero rimasti in eredità stipendi arretrati, TFR non corrisposto e una collezione di PEC senza risposta.

A denunciarlo è la Fp Cgil di Arezzo, che parla di una vertenza sempre più aspra e di un “silenzio incomprensibile” da parte dell’Unione dei Comuni della Valtiberina.

Secondo il sindacato, la cooperativa sociale Opus, che insieme alla cooperativa Essequadro faceva parte del raggruppamento temporaneo d’impresa incaricato della gestione del centro fino a gennaio 2026, non avrebbe pagato alle operatrici le ultime retribuzioni e il trattamento di fine rapporto.

Le stesse lavoratrici che, mentre il sistema amministrativo si dedicava all’antica disciplina olimpica dello scaricabarile, hanno continuato per mesi ad assistere persone fragili e famiglie del territorio.

La Fp Cgil ricorda che il servizio era stato affidato dall’Unione dei Comuni al raggruppamento formato da Opus, con sede a Milano, ed Essequadro, con sede a Caltanissetta. Una gestione che, sempre secondo il sindacato, sarebbe stata caratterizzata fin dall’inizio da ritardi e irregolarità nel pagamento degli stipendi e degli altri istituti contrattuali.

In più occasioni, sostiene la dirigente provinciale Alessandra Ricciarini, l’ente pubblico sarebbe già dovuto intervenire direttamente per saldare somme arretrate al posto delle cooperative. Alla fine l’affidamento è stato revocato e il servizio assegnato a un nuovo gestore.

Tutto risolto? Macché. È cambiato il conducente, ma alcune lavoratrici sarebbero rimaste ferme alla fermata con il portafoglio vuoto.

La Fp Cgil riferisce di aver inviato diverse PEC sia alla cooperativa sia all’Unione dei Comuni, chiedendo l’attivazione dell’intervento sostitutivo per il pagamento delle somme dovute. Dal sindacato sostengono però di non aver ricevuto risposte, nemmeno dopo una formale diffida trasmessa dal legale incaricato di tutelare le dipendenti.

“L’ente pubblico non può lavarsi le mani semplicemente cambiando gestore”, denuncia Ricciarini, chiedendo chi debba assumersi la responsabilità politica, sociale e legale di quanto accaduto.

Tradotto dal sindacalese all’italiano corrente: non basta togliere l’appalto a chi non paga. Bisogna anche evitare che chi ha lavorato resti senza soldi, mentre enti, cooperative e uffici si osservano reciprocamente aspettando che qualcuno compia il gesto rivoluzionario di rispondere a una PEC.

La Fp Cgil chiede quindi all’Unione dei Comuni della Valtiberina di procedere senza ulteriori ritardi al pagamento sostitutivo delle somme spettanti alle lavoratrici.

In mancanza di risposte, il sindacato annuncia nuove azioni legali e iniziative pubbliche di mobilitazione.

Ricciarini rivolge infine una stoccata alla politica locale, accusata di ricordarsi dei cittadini e dei servizi essenziali soprattutto durante le campagne elettorali, per poi diventare improvvisamente afona quando le lavoratrici chiedono il pagamento di quanto dovuto.

Nel frattempo le operatrici aspettano stipendi e TFR. Perché la dignità del lavoro viene sempre definita “fondamentale”, almeno finché non arriva il momento di versarla sul conto corrente.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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