Pilota trova terra e sassi nei serbatoi del Piper: “Per un attimo ho pensato di essere decollato da una strada comunale aretina”

L’uomo stava per partire per l’Elba con due amici. Indagini aperte: esclusa la talpa, si cerca un contadino con il brevetto da meccanico aeronautico

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Questo articolo usa ironia per commentare fatti reali

SANSEPOLCRO – Doveva essere una tranquilla gita all’Isola d’Elba, ma per poco non si trasformava nel primo caso di agricoltura biodinamica applicata all’aviazione.

Un pilota, durante i consueti controlli pre-volo effettuati sul proprio Piper Cherokee 180, ha scoperto che nei serbatoi erano misteriosamente comparsi terra, piccoli sassi ed erbacce. Una sorpresa decisamente insolita, considerando che il velivolo era stato parcheggiato all’aviosuperficie di Palazzolo e non nell’orto di casa.
Per qualche secondo l’uomo ha temuto di aver parcheggiato il velivolo non in hangar, ma direttamente in un campo da girasoli.

«Quando ho infilato l’asta metrica ho sentito una resistenza anomala. Ho pensato: o ho sbagliato aereo oppure qualcuno sta tentando di coltivare zucchine nel carburante», ha raccontato ancora sotto shock.
A quel punto il decollo è stato immediatamente annullato e la gita all’Elba rinviata a tempi migliori.

L’aereo era rimasto all’aperto tra le 16.35 e le 19.45 del giorno precedente prima di essere ricoverato in hangar. Secondo il proprietario del velivolo, proprio in quella finestra temporale qualcuno potrebbe aver deciso di cimentarsi con il giardinaggio aeronautico.

«Terra, sassi ed erbacce? Manca soltanto due pomodori e ci facevano l’orto sociale», avrebbe commentato un frequentatore dello scalo ancora incredulo.

Scherzi a parte, la vicenda avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Se il problema non fosse stato individuato durante i controlli di routine, il materiale presente nei serbatoi avrebbe potuto compromettere l’alimentazione del motore durante il volo. E siccome il Piper Cherokee 180 di motore ne ha uno solo, la faccenda non rientra esattamente nella categoria delle bravate da raccontare al bar.

Il velivolo resta fermo in attesa delle verifiche tecniche e dei necessari interventi di bonifica, mentre il proprietario ha presentato denuncia contro ignoti.

Gli investigatori non escludono alcuna pista. Dall’atto vandalico al primo tentativo documentato di agricoltura sostenibile applicata ai monomotori.
Secondo una prima ipotesi, l’autore del gesto potrebbe aver confuso il Piper con un vaso da gerani di dimensioni generose. Non viene esclusa neppure la pista del vicino che, vedendo l’aereo fermo da qualche ora, avrebbe deciso di “dargli una rinfrescata di terra buona”.

Una cosa però appare certa: se il pilota non avesse eseguito i controlli pre-volo, la gita all’Elba avrebbe rischiato di diventare molto più breve del previsto.

Nel frattempo, c’è già chi propone di affiggere all’ingresso dell’hangar un cartello semplice ma efficace:

«Attenzione: è un aereo. Non un’aiuola».

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