Questo articolo usa ironia per commentare fatti reali
Altro che “Sportello Amico”: secondo gli investigatori bastavano un affitto lampo, una residenza creativa e qualche firma ben assestata per diventare italiani prima ancora di imparare a dire “cacio e pepe”.
C’era chi per ottenere il passaporto italiano affrontava anni di trafile consolari, documenti tradotti, file interminabili e appuntamenti fissati direttamente nell’era geologica successiva. E poi c’era la presunta “corsia Valtiberina”, dove – stando alle accuse – la cittadinanza arrivava con tempi di consegna degni di un corriere espresso.
La Polizia di Stato ha concluso un’indagine coordinata dalla Procura di Arezzo che ha portato al deferimento di sei dipendenti comunali e di un cittadino argentino, accusati a vario titolo di falso ideologico e materiale in atto pubblico.
Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto regista del sistema avrebbe trasformato il piccolo Comune in una sorta di “bed & breakfast della cittadinanza”: prenotazione online, appartamento per qualche settimana, residenza certificata, pratica accelerata e via verso il passaporto europeo prima del check-out.
Gli aspiranti nuovi italiani, provenienti soprattutto dall’Argentina e tutti discendenti di emigrati italiani, arrivavano con il biglietto di ritorno già in tasca. Il soggiorno durava il tempo necessario a collezionare una residenza che, secondo l’accusa, esisteva più sulla carta che nella realtà.
Fondamentale, sempre secondo gli investigatori, il lavoro di squadra: l’intermediario avrebbe curato ogni dettaglio logistico, mentre alcuni pubblici ufficiali avrebbero certificato presenze che la realtà faticava a confermare. Una perfetta sinergia istituzionale… almeno fino all’arrivo della Squadra Mobile.
L’indagine, partita nel 2022 dopo uno strano via vai di cittadini sudamericani al Commissariato di Sansepolcro, avrebbe documentato un meccanismo oliato in cui la procedura ordinaria veniva sostituita da una versione “fast track”, con buona pace delle attese consolari che nel resto del mondo continuavano a misurarsi in anni luce.
Naturalmente saranno i giudici a stabilire eventuali responsabilità. Nel frattempo resta una certezza: se fosse stato un servizio di spedizioni, avrebbe ricevuto cinque stelle per la rapidità. Un po’ meno, forse, per la conformità alle norme.


