Il sindaco ha scelto i nove assessori che governeranno la città nei prossimi cinque anni. Vice sindaco sarà Gianfrancesco Gamurrini, accompagnato dai civici Angiolino Piomboni e Francesco Marcantoni. Fratelli d’Italia piazza Alberto Merelli, Rossella Sposato e Monica Dentini, Forza Italia schiera Lucia Tanti e Antonella Di Tommaso, mentre la Lega porta in dote Federico Rossi.
Ma più dei nomi dei promossi, come sempre, fanno notizia quelli degli esclusi.
E così ad Arezzo, più che a Palazzo Cavallo, per tutta la giornata si è respirata l’aria di una puntata di “Affari Tuoi”. C’era chi aspettava la telefonata decisiva, chi aveva già scelto la foto per i manifesti e chi, davanti al cellulare muto, continuava a ripetere: “Forse un prende…”.
A far discutere, più delle nomine, sono soprattutto le assenze eccellenti. Fuori dalla giunta restano Francesca Lucherini, assessore uscente all’urbanistica e primatista di preferenze in Fratelli d’Italia, e Federico Scapecchi, dato da molti tra i papabili ma rimasto al palo dopo che Forza Italia ha puntato su Antonella Di Tommaso anche per rispettare gli equilibri di genere. Due esclusioni che hanno fatto partire l’immancabile campionato aretino del “io lo sapevo da settimane”, con esperti di retroscena, strateghi da bar e fini interpreti delle quote rosa spuntati come funghi in ogni angolo della città.
Nel frattempo sono spuntate anche le deleghe e ad Arezzo è ufficialmente iniziata la fase due: quella in cui ogni cittadino scopre che esistevano assessorati di cui ignorava l’esistenza fino a cinque minuti prima.
C’è chi si occuperà della Giostra, chi delle Pari Opportunità, chi del Comparto Orafo e chi addirittura dell’Aretinità e Cultura della Memoria, una materia che promette di far discutere almeno quanto il traffico e i parcheggi.
Insomma, archiviata la battaglia per le poltrone, in città è già partito il nuovo gioco dell’estate: indovinare a chi telefonare quando si rompe un tombino, quando sparisce una tradizione aretina o quando qualcuno dimentica le parole del Saracino.
Resta ancora aperta la partita per la presidenza del Consiglio comunale. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello del civico Marco Donati, anche se dalle parti del centrodestra continuano riunioni, valutazioni e ragionamenti strategici. Tradotto dal politichese all’aretino: mentre qualcuno aspetta l’assessorato mancato e qualcun altro studia le quote rosa, c’è già chi misura la poltrona della presidenza e controlla se il nome sulla targhetta è stato scritto giusto.
Nel frattempo, a Palazzo Cavallo sono già iniziate le firme e i sorrisi di rito.
Per i musi lunghi e i delusi, invece, appuntamento alla prossima rimpastata. Ad Arezzo, in fondo, la speranza è sempre l’ultima delega a morire.


