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Ulisse sbarca al Sodo: a Cortona l’Odissea torna tra gli etruschi, che almeno loro avevano già capito tutto

Presentata la seconda edizione del Festival Radici Culturali: Gianluca Brundo porta in scena “Odissea, il viaggio della conoscenza” in tre appuntamenti nell’Area Archeologica del Sodo

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Ulisse sbarca al Sodo: a Cortona l’Odissea torna tra gli etruschi, che almeno loro avevano già capito tutto

Presentata la seconda edizione del Festival Radici Culturali: Gianluca Brundo porta in scena “Odissea, il viaggio della conoscenza” in tre appuntamenti nell’Area Archeologica del Sodo

Ulisse arriva a Cortona. Non in ritardo per colpa della E45, almeno stavolta, ma per approdare nell’Area Archeologica del Sodo, davanti all’altare etrusco, dove il mito omerico incontrerà una delle scenografie più suggestive del territorio. Perché quando si parla di radici culturali, meglio farlo tra pietre antiche e tramonto, invece che in qualche sala riunioni con l’acqua minerale tiepida e i microfoni che fischiano.

Questa mattina, nella Sala del Consiglio comunale di Cortona, è stata presentata la seconda edizione del Festival Radici Culturali, prodotto da A.T.E.N.A. – Associazione Teatrocinematografica Europea Nuovi Argomenti, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Cortona e del MAEC, in accordo con la Direzione Regionale Musei Nazionali Toscana.

Il cuore dell’edizione 2026 sarà “Odissea, il viaggio della conoscenza”, prima assoluta scritta, diretta, curata e interpretata da Gianluca Brundo, attore, autore e direttore del festival. Dopo il successo dello scorso anno con la messa in scena dell’intero Inferno dantesco, Brundo cambia rotta, ma non abbassa l’ambizione: stavolta tocca a Omero, a Ulisse e a quel gran casino meraviglioso che è il viaggio umano tra ritorno, identità, perdita, astuzia, nostalgia e scoperta di sé.

Il poema omerico sarà proposto in tre spettacoli distinti, in programma mercoledì 15 luglio, mercoledì 22 luglio e mercoledì 12 agosto, sempre alle 18.30, orario scelto per accompagnare la rappresentazione verso il tramonto. E bisogna ammetterlo: vedere l’Odissea davanti all’altare etrusco del Sodo suona leggermente meglio che rileggerla di corsa prima dell’interrogazione, trauma nazionale che ancora miete vittime tra adulti apparentemente funzionanti.

Brundo ha spiegato che, attraverso lo studio, la riduzione, la traduzione e la regia del testo, intende condurre lo spettatore dentro le radici dell’essere umano: il ritorno, la resistenza, l’identità, il cambiamento, la conoscenza di sé e l’incontro con culture diverse. Ulisse, in questa lettura, non è soltanto l’eroe furbo che trova sempre una scappatoia, categoria molto apprezzata anche nei condomini moderni, ma una figura profondamente contemporanea: si adatta, resiste, combatte, sbaglia, conosce e si conosce.

In scena, accanto a Brundo, ci saranno anche le percussioni di Maicol Cucchi e le canzoni interpretate da Gaia Morgantini. I costumi sono firmati da Maria Ines Saglietti.

Il programma dei tre appuntamenti seguirà l’intero arco dell’opera. Il 15 luglio saranno affrontati i canti I-IX, dalla Telemachia a Calipso, Nausicaa, i Feaci, Demòdoco, i Lotofagi e Polifemo. Il 22 luglio toccherà ai canti X-XVI, con Eolo, i Lestrigoni, Circe, l’Ade, i Cimmeri, le Sirene, Scilla e Cariddi ed Eumèo. Il 12 agosto si chiuderà con i canti XVII-XXIV: Ulisse mendicante, il cane Argo, i Proci, Iro, Penelope, l’arco di Ulisse, la vendetta e il ritorno della giustizia.

L’assessore alla cultura di Cortona, Francesco Attesti, ha sottolineato il valore del progetto, definendolo uno studio che attraversa il testo fino al suo nucleo umano. Portare Omero tra i tumuli etruschi significa, secondo Attesti, ricordare che le radici non sono un soprammobile da spolverare nelle occasioni solenni, ma una parte viva del presente e del futuro. Che poi sarebbe anche il minimo sindacale, ma viviamo in tempi in cui persino ricordarsi da dove veniamo pare quasi un gesto rivoluzionario.

Il Festival Radici Culturali, diretto da Gianluca Brundo, nasce proprio con questa intenzione: proporre al pubblico grandi poemi teatrali e letterari, trasformandoli in esperienze sceniche suddivise in più appuntamenti. Non una semplice lettura, non una visita guidata travestita da spettacolo, ma un percorso teatrale dentro i testi che hanno costruito l’immaginario occidentale.

Brundo porta con sé un lungo percorso artistico. Romano, laureato in Storia del Teatro e dello Spettacolo a Firenze, diplomato alla Bottega Teatrale Vittorio Gassman, ultimo allievo e assistente personale del maestro Orazio Costa, è oggi riconosciuto didatta del Metodo Mimico dalla Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale. Ha lavorato in teatro, cinema e televisione, interpretando oltre settanta spettacoli, molti da protagonista, e attraversando autori come Molière, Shakespeare, Marlowe, Eschilo, Goldoni e Rostand.

Con questa nuova edizione, Cortona conferma una scelta culturale precisa: usare i propri luoghi non come fondali muti per foto da cartolina, ma come spazi vivi in cui il teatro può ancora dire qualcosa. E se per riuscirci serve far sbarcare Ulisse al Sodo, ben venga. In fondo, dopo dieci anni di viaggio, mostri, tempeste e divinità capricciose, un passaggio da Cortona se lo meritava anche lui.

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