Dopo il clamoroso incidente che l’aveva vista soccombere non sotto i colpi dei vandali ma sotto quelli, decisamente meno romantici, di un camion della nettezza urbana, la fontana di piazza Risorgimento torna finalmente a dare qualche segnale di vita.
O meglio, di muratura.
In questi giorni gli operai hanno completato il ripristino della parte danneggiata, ricostruendo il bordo che era andato in frantumi dopo la manovra finita un po’ troppo… a contatto ravvicinato. Le transenne restano, i lavori sembrano ormai in dirittura d’arrivo e la ferita estetica della piazza è stata finalmente rimarginata.
Ora però arriva la domanda che molti aretini si stanno facendo.
L’acqua tornerà a scorrere?
Perché il vero problema della fontana non è mai stato soltanto il pezzo di pietra distrutto dal camion. L’impianto idraulico era fermo già da anni e quella che avrebbe dovuto essere una delle fontane del centro cittadino si era lentamente trasformata in una gigantesca vasca vuota, utile più come cestino improvvisato che come elemento di arredo urbano.
Insomma, visto che il cantiere era aperto, qualcuno aveva sperato che fosse l’occasione buona per sistemare anche tutto ciò che sta sotto la pietra. Sarebbe stato il classico intervento “già che ci siamo”, evitando di richiudere tutto per poi magari dover riaprire tra qualche mese.
Per il momento, però, il restauro sembra essersi fermato all’involucro. La fontana è di nuovo intera, ma resta ancora muta.
Noi continuiamo ad aspettare fiduciosi. Perché una fontana, per definizione, dovrebbe fare la fontana. Non una panchina improvvisata, non un raccoglitore di cartacce, non un monumento all’acqua che c’era una volta.
Sarebbe un bel segnale vedere di nuovo gli zampilli in funzione, restituendo decoro a piazza Risorgimento e dimostrando che, ogni tanto, i lavori pubblici possono finire davvero… fino in fondo.
Nel frattempo incrociamo le dita. E speriamo che il prossimo mezzo pesante, passando di lì, si limiti a guardarla.


