AREZZO – C’è chi a quindici anni prova a rimorchiare, chi impara a suonare la chitarra e chi scopre il motorino. Ad Arezzo, invece, un gruppo di adolescenti avrebbe scelto una forma di crescita personale più raffinata: entrare in chiesa durante la messa, urlare una bestemmia e scappare.
Il tutto nella parrocchia del Sacro Cuore, in zona piazza Giotto, dove, secondo quanto riportato dal Corriere di Arezzo sulla base del racconto di alcuni frequentatori, la scena si ripeterebbe ormai da diversi giorni.
I ragazzi, più o meno quindicenni, si ritroverebbero nel pomeriggio in piazza e, quando parte la celebrazione, scatterebbe l’operazione speciale: ingresso rapido, bestemmia, fuga.
Una specie di commando, ma con il livello strategico di chi suona ai citofoni e corre.
Secondo i residenti, le incursioni avverrebbero soprattutto attorno alle 18 e non risparmierebbero nemmeno altre iniziative organizzate nella cappella. Quando non entrano direttamente, infatti, i ragazzi urlerebbero dal piazzale.
Pare che nessuno abbia ancora spiegato loro che per sembrare trasgressivi non è obbligatorio comportarsi come deficienti.
Il parroco avrebbe confermato gli episodi, parlando sostanzialmente di bravate. I fedeli, invece, sembrano avere un concetto leggermente diverso del divertimento e starebbero pensando di rivolgersi alle forze dell’ordine.
Del resto, dopo qualche giorno, anche la proverbiale pazienza cristiana rischia di passare direttamente alla fase “Carabinieri”.
Il punto curioso è che la bravata potrebbe avere conseguenze meno spiritose di quanto immaginino i protagonisti.
Disturbare una funzione religiosa, infatti, può configurare il reato previsto dall’articolo 405 del Codice penale. Quanto alla bestemmia pubblica, non è più un reato penale ma resta un illecito amministrativo.
Tradotto per il giovane ribelle: magari Dio perdona, il verbale un po’ meno.
Naturalmente bisognerà capire se e come i fatti verranno segnalati alle autorità e se i responsabili saranno identificati. Per ora resta una storia che racconta bene una certa adolescenza da discount: per dimostrare agli amici di essere duri, si entra in un luogo pieno di persone tranquille, si urla una parola e si fugge.
Che è un po’ come rapinare una banca lasciando il bottino sul bancone.
E pensare che una volta, per sentirsi ribelli, bastava una sigaretta dietro la scuola.


