🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
L’Arezzo si avvicina all’esordio in Serie B con una domanda semplice semplice: chi gioca centravanti?
Semplice per noi, naturalmente. Un po’ meno per Bucchi, che sabato 22 agosto, alle 21, dovrà presentarsi al Partenio contro l’Avellino con un attaccante vero, presunto oppure adattato. Purché qualcuno, prima o poi, si ricordi anche di tirare in porta.
Cerri è ancora fuori. La maglia numero 9 è già sua, ma per il momento può indossarla soltanto sull’attaccapanni. Pattarello è tornato in campo, anche se pare muoversi con quella prudenza tipica di chi sente ancora qualche scricchiolio e non vuole scoprire da dove provenga.
Tavernelli, Arena e Ionita, invece, sembrano pronti. E almeno questa, a tre giorni dalla prima, è una notizia che consente al tifoso amaranto di respirare senza dover cercare immediatamente il cardiologo.
Cianci, centravanti con la valigia accanto
La soluzione più naturale porta a Pietro Cianci. Un centravanti di ruolo, già dentro i meccanismi della squadra e, particolare non trascurabile, ancora tesserato con l’Arezzo.
Sul giocatore rimane però l’ipotesi Foggia. Potrebbe quindi toccare proprio a lui guidare l’attacco amaranto ad Avellino prima di una possibile cessione. Roba da calcio d’agosto: uno gioca la prima partita e, mentre esce dal campo, trova il procuratore con il navigatore già impostato per la Puglia.
Alle sue spalle scalpita il giovanissimo Cipriani, classe 2008, al quale è stata assegnata la maglia numero 29. Chiedergli immediatamente di caricarsi sulle spalle l’attacco dell’Arezzo sarebbe forse troppo, ma da Bucchi bisogna aspettarsi di tutto. Anche qualche soluzione meno convenzionale, come già accaduto ad Ascoli nella passata stagione.
Viviani o Iaccarino, contenere oppure costruire
Il secondo dubbio riguarda il centrocampo. Viviani garantirebbe maggiore copertura e contenimento; Iaccarino, tornato alla sua numero 78, offrirebbe più qualità nella costruzione del gioco.
La scelta dirà parecchio sulle intenzioni dell’allenatore: aspettare l’Avellino oppure provare a comandare la partita. Perché va bene essere prudenti, ma presentarsi al Partenio con l’elmetto, il sacco a pelo e il pullman parcheggiato davanti alla porta sarebbe forse eccessivo.
In difesa potrebbe trovare spazio Coppolaro al posto di Gilli, che potrebbe ancora risentire della caduta rimediata nella trasferta di Coppa Italia a Cagliari. Davanti, invece, Tavernelli e Arena rappresentano al momento due delle certezze più solide.
Si gioca sempre per vincere?
La domanda finale resta quella di sempre: si gioca per vincere?
La risposta dovrebbe essere sì. Anche alla prima giornata, anche ad Avellino e anche con il centravanti forse prossimo alla partenza. L’Arezzo torna in Serie B dopo una lunga attesa e non può permettersi di entrare in punta di piedi come l’ospite che ha paura di sporcare il tappeto.
Il Partenio sarà un battesimo vero. Cianci, Cipriani oppure una sorpresa preparata da Bucchi: il nome conta, ma fino a un certo punto. Quello che conta davvero è vedere un Arezzo con coraggio, organizzazione e fame.
Possibilmente non soltanto fame di mercato.
Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo


