🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Gli occhiali c’erano. Solo che li aveva il più piccolo della compagnia.
Il giovane tifoso amaranto della foto se li è tenuti ben stretti e, dopo quello che si è visto contro il Palermo, forse ha fatto bene. Perché all’arbitro Marinelli, almeno secondo il sottoscritto, sul contatto in area ai danni di Renzi sarebbero potuti tornare parecchio utili.
La scena è quella che ha fatto arrabbiare mezzo stadio: Renzi riesce ad aggirare l’avversario, prova a prendere posizione e finisce a terra dopo il contatto. Rivedendo le immagini, la mia impressione è che la gamba del difensore interferisca con quella dell’amaranto.
L’arbitro però ha visto diversamente.
E allora viene spontaneo pensare al bambino con gli occhiali gialli:
“Ho visto io!”
Che, pronunciato davanti a certe immagini, rischia già di essere una candidatura seria alla direzione di gara.
Poi, intendiamoci: si poteva perdere. E infatti si è perso. Il Palermo è una squadra costruita per stare davanti e non serviva certo Marinelli per capire che sarebbe stata una serata complicata.
Ma il punto è un altro.
Quando giochi contro una formazione dal blasone pesante, vorresti almeno che rigori, rimesse laterali e decisioni dubbie pesassero allo stesso modo da tutte e due le parti. Invece qualche bandierina è sembrata arrivare con quei due secondi di meditazione tipici di chi prima guarda il pallone, poi il giocatore, poi magari anche la maglia.
Due errorini sulle rimesse laterali non decidono una partita, sia chiaro. Però aiutano il fegato del tifoso a ricordarsi di esistere.
E allora, Marinelli:
“Oh Livio, dai a me quello che è de’ Cesare!”
Detto questo, dal bicchiere esce soprattutto roba buona.
Grande Arezzo. E bravo Bucchi.
La squadra è stata preparata con coraggio, senza mettersi davanti alla porta aspettando il Palermo come si aspetta l’autobus quando piove. Anche sotto di due gol gli amaranto hanno continuato a giocare, reagire e crederci.
E poi c’è Tavernelli.
Tavernelli sa fare praticamente tutto. Corre, lotta, costruisce, segna. A questo punto manca soltanto verificare se sappia anche fare il portiere. Nel dubbio, Bucchi potrebbe portargli un paio di guanti al prossimo allenamento.
E Cianci?
Due partite, due gol.
Capocannoniere.
Per ora basta così, perché dalle nostre parti pronunciare certe parole troppo forte porta tradizionalmente a tre settimane di palo, traversa e portiere avversario trasformato in Lev Jašin.
Il Palermo si prende la partita.
L’Arezzo, però, si prende gli applausi.
E il piccolo tifoso si tenga stretti quegli occhiali.
Potrebbero servire ancora.
Foto pubblicata con autorizzazione dei genitori


