Ci sono pensioni che passano quasi inosservate. E poi ci sono quelle di chi, per quarant’anni, ha guardato il mondo dall’alto, decollando quando tutti gli altri cercavano di mettersi al sicuro.
Dal 1° luglio Sauro Bartoli è ufficialmente in pensione. Storico pilota e responsabile del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Arezzo, chiude una carriera iniziata nel 1986 con l’ingresso nel Corpo Nazionale.
Tre anni dopo conquista il brevetto da pilota e viene assegnato al Nucleo Elicotteri di Arezzo. Da allora il rumore delle pale è diventato la colonna sonora della sua vita professionale. Nel 2010 assume la guida del Reparto Volo aretino, senza però rinunciare all’attività operativa. Niente ufficio a tempo pieno: Bartoli ha continuato a salire in cabina e a partecipare agli interventi di soccorso fino agli ultimi giorni di servizio.
Il suo curriculum è quello di chi ha attraversato alcune delle pagine più difficili della storia recente del Paese. Dai terremoti dell’Umbria, dell’Abruzzo, di Amatrice e Norcia, al naufragio della Costa Concordia, passando per le devastanti alluvioni della Versilia e di Sarno. Ogni missione aveva un unico obiettivo: arrivare dove altri non potevano.
A salutarlo sono stati il direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Marco Frezza, e il comandante provinciale di Arezzo, Fabrizio Baglioni, che hanno voluto ringraziarlo per la professionalità, l’impegno e la dedizione dimostrati in quarant’anni di servizio.
Il congedo è stato celebrato anche dai colleghi del Reparto Volo, che gli hanno organizzato una festa alla quale hanno partecipato tanti vigili del fuoco, in servizio e in pensione.
C’è un vecchio detto tra chi vola: l’atterraggio più difficile è l’ultimo. Per Sauro Bartoli è arrivato il momento di spegnere i motori. Ma le migliaia di persone soccorse in questi quarant’anni sono la prova che certe carriere continuano a volare anche quando l’elicottero resta in hangar.

