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Primi palloni a Rigutino: l’Arezzo suda, segna e fa già sognare la B… anche se qualcuno guarda ancora la C

Martinez e Illanes si aggregano al gruppo dopo il lavoro al campo di atletica. Varela parte col piede caldo, Arena timbra, Chierico prende il palo e i tifosi, come da tradizione, sono già a metà tra entusiasmo e ricovero preventivo

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Primi palloni a Rigutino: l’Arezzo suda, segna e fa già sognare la B… anche se qualcuno guarda ancora la C

Martinez e Illanes si aggregano al gruppo dopo il lavoro al campo di atletica. Varela parte col piede caldo, Arena timbra, Chierico prende il palo e i tifosi, come da tradizione, sono già a metà tra entusiasmo e ricovero preventivo

Primi palloni, prime corse, primi passaggi, primi “quest’anno si va su” detti con la stessa prudenza con cui si ordina il quinto crostino alla sagra. L’Arezzo ha cominciato a mettere benzina nelle gambe e un po’ di sogni nella testa dei tifosi, che a luglio sono creature meravigliose: vedono un torello fatto bene e già immaginano la classifica con l’amaranto in cima.

Nel tardo pomeriggio, dopo un duro allenamento al campo di atletica ad Arezzo, la truppa si è ritrovata all’Arezzo Training Center di Rigutino. Una trentina tra nuovi, vecchi, rientrati e speranze varie hanno dato vita a una seduta fatta di passaggi ai pali, tre torelli e partitella a tre squadre su metà campo. Roba da preparazione estiva, certo, ma per il tifoso basta e avanza: due tocchi di prima e siamo già a discutere se la squadra è da playoff o direttamente da statua in piazza Grande.

A prendersi la scena è stato Varela, autore di tre gol, perché evidentemente aveva deciso di presentarsi con la delicatezza di uno che entra in casa senza bussare. In rete anche Arena, mentre Capello e Ionita hanno mostrato buona vivacità. Chierico, pimpante, ha colpito un palo: il classico segnale che fa dire al tifoso “se entra quello cambia tutto”, anche se siamo ancora al primo giro di sudore e il campionato manco ha messo le scarpe.

Lavoro separato invece per Coppolaro, fresco sposo, Ravasio e Pattarello, impegnati prima in palestra e poi nei giri di campo. Scene da preparazione vera, quella fatta di fatica, gradualità e facce che raccontano chiaramente una cosa: luglio è bello solo per chi lo guarda dalla tribuna.

Tra le note da segnare sul taccuino, Guccione ha messo in mostra un lancio preciso, Cianci ha fatto vedere voglia e presenza, mentre i nuovi hanno iniziato a farsi conoscere. Martinez si è presentato con un fisico da corazziere, ma anche con discreta agilità, dettaglio non secondario perché essere grossi e muoversi bene nel calcio non è proprio una formalità, nonostante molti pensino basti sembrare un armadio per comandare il reparto. Illanes, invece, è apparso più orientato alla fase difensiva, ordinato e dentro le geometrie del campo.

Curiosa, ma ormai sempre meno sorprendente, anche la parte dedicata ai portieri: tutti ad allenarsi con i piedi. Il calcio moderno ha deciso così: non basta più parare, ora il portiere deve pure impostare, ragionare, verticalizzare e magari preparare il caffè lungo la linea di fondo. Tempi difficili per chi pensava che il mestiere fosse prendere il pallone con le mani.

Il programma dei prossimi giorni conferma che la preparazione entrerà subito nel vivo. Mercoledì 8 luglio sono previste analisi del sangue e allenamento al mattino, poi nuova seduta nel pomeriggio. Doppia razione anche giovedì 9 e venerdì 10 luglio, sempre a Rigutino. Sabato 11 luglio, dopo l’allenamento mattutino, alle 18:00 ci sarà la partita di allenamento contro una rappresentativa locale all’Arezzo Training Center.

Insomma, l’Arezzo ha acceso i motori. Piano, senza proclami, con il sudore al posto delle chiacchiere. Poi ci siamo noi tifosi, che vediamo Varela farne tre in partitella e iniziamo subito a fare i conti per vincere di nuovo la Serie C. Piccolo dettaglio: siamo in B. Ma questo, nel delirio amaranto di luglio, sembra quasi un particolare burocratico.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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