Questo articolo usa l’ ironia per commentare fatti reali
C’è chi invecchia leggendo il giornale, chi curando l’orto, chi facendo due passi al circolo. Poi c’è chi, evidentemente, decide di trasformare il vicinato in una puntata giudiziaria di quelle che fanno rimpiangere pure le riunioni di condominio.
La vicenda arriva dall’Altotevere e approda fino a Sansepolcro, dove un uomo di 75 anni è finito nei guai con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una giovane vicina di casa di 28 anni. Per lui sono scattati il divieto di avvicinamento e l’obbligo del braccialetto elettronico. Prima erano stati disposti anche i domiciliari, poi revocati con una misura diversa ma sempre abbastanza chiara: stare lontano.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe sviluppato una vera ossessione nei confronti della ragazza. Quelle che qualcuno, con la solita fantasia tossica da bar sport del 1958, potrebbe definire “attenzioni”, sarebbero diventate invece molestie, pedinamenti e comportamenti pesanti. Insomma, non la galanteria d’altri tempi, ma la versione giudiziaria del “non ha capito niente”.
L’episodio che avrebbe fatto precipitare la situazione è particolarmente squallido: l’anziano sarebbe stato notato in atteggiamenti osceni proprio mentre la giovane usciva di casa. A quel punto la donna ha fatto quello che ogni persona dovrebbe poter fare senza sentirsi dire “ma forse hai esagerato”: ha denunciato.
La polizia ha raccolto gli elementi, la Procura ha valutato il quadro e il giudice ha disposto le misure cautelari. Il difensore dell’uomo, preso atto della delicatezza della situazione, avrebbe consigliato al proprio assistito di allontanarsi definitivamente dai luoghi. Così il 75enne ha lasciato la frazione del comprensorio tifernate e si è trasferito nel territorio comunale di Sansepolcro.
Il trasferimento, però, non cancella nulla. Non basta cambiare comune per cambiare responsabilità, altrimenti sai quanti geni del male avrebbero già risolto tutto con un cambio di residenza e due scatoloni dell’Ikea. L’uomo resta infatti monitorato con il braccialetto elettronico, così da garantire il rispetto della distanza dalla giovane.
La storia lascia addosso quella sensazione amara che ormai conosciamo bene: una donna costretta a modificare la propria serenità quotidiana perché qualcuno ha confuso il desiderio con il diritto, l’ossessione con il sentimento, la libertà altrui con un fastidio personale.
E allora ben venga il braccialetto, che almeno in questo caso non è un accessorio estivo ma un promemoria elettronico: “caro signore, la vita degli altri non è un tuo passatempo”.
Perché a una certa età uno dovrebbe aver imparato tante cose. Per esempio che il rispetto non va in pensione.


