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Credeva di essere ancora il fidanzato: i carabinieri gli spiegano che adesso è ai domiciliari

Telefonate, profili falsi, appostamenti e minacce: per un 45enne del Valdarno arriva il braccialetto elettronico, quello vero e senza richiesta di amicizia

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Credeva di essere ancora il fidanzato: i carabinieri gli spiegano che adesso è ai domiciliari

Telefonate, profili falsi, appostamenti e minacce: per un 45enne del Valdarno arriva il braccialetto elettronico, quello vero e senza richiesta di amicizia

Questo articolo usa l’ ironia per commentare fatti reali

A San Giovanni Valdarno un uomo di 45 anni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe interpretato la fine di una relazione come un semplice problema tecnico da risolvere con qualche centinaio di telefonate, messaggi offensivi, profili social falsi e appostamenti sotto casa.

Una strategia sentimentale innovativa, diciamo, soprattutto per chi considera il rispetto della volontà altrui un fastidioso optional.

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo su richiesta della Procura. L’uomo è indagato per atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata.

Secondo le indagini, dalla fine della relazione, avvenuta nell’estate del 2025, la donna avrebbe ricevuto telefonate minacciose, messaggi offensivi, scritte diffamatorie e post intimidatori pubblicati attraverso profili social falsi riconducibili all’indagato.

Il repertorio, stando agli accertamenti, non si sarebbe fermato al telefono. In un’occasione l’uomo avrebbe sputato in faccia alla donna dopo averla incontrata per strada. In un’altra le avrebbe impedito di scendere dall’auto, bussando insistentemente al finestrino. Più volte si sarebbe inoltre appostato sotto casa, insultandola e minacciandola anche mentre lei usciva semplicemente per buttare la spazzatura.

Perché ormai pure portare il sacchetto dell’umido richiede una scorta, nel meraviglioso universo di chi confonde l’amore con il controllo del territorio.

La situazione avrebbe provocato nella vittima un grave e continuo stato di ansia e paura. In due occasioni la donna sarebbe stata costretta a ricorrere al pronto soccorso e avrebbe cambiato le proprie abitudini quotidiane: si faceva accompagnare dalle colleghe al lavoro, dalle amiche durante le commissioni e aveva chiesto all’ex marito di restare talvolta a casa sua per non rimanere sola.

Anche l’ex coniuge sarebbe stato minacciato e offeso, perché quando uno perde il contatto con la realtà tende spesso a distribuire il disagio a domicilio.

Alla luce degli elementi raccolti, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari e l’applicazione del braccialetto elettronico. L’uomo non potrà inoltre comunicare con persone diverse da quelle con cui vive o che lo assistono.

Finalmente un rapporto stabile: lui, casa sua e un dispositivo elettronico che, diversamente dai profili falsi, non potrà bloccare.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva.

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