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Arezzo, tenta di regalare 13mila euro ai truffatori: alle Poste le impediscono l’investimento nel nulla

La cliente voleva inviare un bonifico verso una falsa piattaforma finanziaria. I dipendenti dell’ufficio postale hanno capito tutto e salvato i risparmi prima che diventassero “capitale virtuale”, cioè sparissero davvero

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Arezzo, tenta di regalare 13mila euro ai truffatori: alle Poste le impediscono l’investimento nel nulla

La cliente voleva inviare un bonifico verso una falsa piattaforma finanziaria. I dipendenti dell’ufficio postale hanno capito tutto e salvato i risparmi prima che diventassero “capitale virtuale”, cioè sparissero davvero

Questo articolo usa l’ ironia per commentare fatti reali 

AREZZO – C’è chi investe nel mattone, chi nei titoli di Stato e chi, con sorprendente fiducia nel genere umano, prova a spedire 13mila euro a degli sconosciuti su internet perché sullo schermo comparivano dei guadagni.

È successo all’ufficio postale di Arezzo centro, dove una donna si è presentata per effettuare un bonifico estero verso un Iban francese, destinato a una piattaforma di investimento rivelatasi falsa. L’operazione era già stata bloccata dal servizio antifrode sull’app, dettaglio che la cliente ha interpretato come un fastidioso ostacolo burocratico fra lei e la ricchezza.

La truffa era partita secondo il consueto metodo, ormai più collaudato di certe politiche economiche: prima piccole somme, poi finti rendimenti, quindi richieste sempre più consistenti. Quando la vittima ha provato a ritirare i presunti guadagni, sono comparsi nuovi costi di gestione, commissioni e pagamenti indispensabili per “sbloccare” il denaro. Un investimento talmente redditizio che per riavere i propri soldi bisognava continuare a perderne.

I dipendenti dell’ufficio postale, insospettiti dall’operazione e dall’insistenza della cliente, hanno approfondito la vicenda e allertato le forze dell’ordine. Alla fine sono riusciti a convincere la donna a richiamare il bonifico, evitando che i 13mila euro iniziassero una nuova vita all’estero senza di lei.

Poste Italiane ricorda che i truffatori fanno leva sulla fretta, sulla promessa di guadagni facili e sulla richiesta di non parlare con nessuno. In pratica usano le stesse tecniche di chi vende corsi per diventare milionari lavorando dodici minuti al mese da una spiaggia di Dubai.

Il consiglio resta quello di diffidare da telefonate, messaggi o email che chiedono bonifici, ricariche e trasferimenti immediati. Poste Italiane ha inoltre predisposto un vademecum antifrode, disponibile negli uffici postali e sul sito aziendale, perché evidentemente la scritta “guadagni sicuri e immediati” continua a esercitare sugli esseri umani un fascino superiore a quello del buon senso.

Questa volta, almeno, il finale è stato diverso: i truffatori sono rimasti senza soldi e la cliente con 13mila euro ancora suoi. Una rarità statistica quasi più incredibile del rendimento promesso.

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