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📄 FONTE comunicato stampa del Comune di Arezzo Â
Con il caldo che in questi giorni ha trasformato Arezzo in una teglia ventilata male, arriva il vademecum per proteggere cani, gatti e altri animali domestici dalle temperature roventi.
Una raccolta di raccomandazioni semplici, perfino elementari, ma evidentemente necessarie in un Paese dove ogni estate qualcuno scopre con meraviglia che lasciare un cane al sole, senz’acqua e sopra un pavimento bollente potrebbe non essere un trattamento termale.
Il principio di partenza è chiaro: gli animali sono esseri senzienti, membri delle famiglie e affetti da proteggere. Non sono soprammobili col pelo, antifurti da giardino o decorazioni da terrazzo da rispolverare quando arrivano gli ospiti.
Eppure, tra balconi arroventati, cortili senza ombra e cucce piazzate direttamente sotto il sole, le cronache estive continuano a raccontare episodi che fanno dubitare non tanto della sensibilità umana, quanto della presenza del sistema nervoso centrale in certi proprietari.
Per il momento il Comune di Arezzo conta sul buon senso degli aretini e non ritiene necessaria un’ordinanza specifica. Una scelta coraggiosa, considerando che il buon senso non è obbligatorio, non si vende in farmacia e soprattutto non risulta ancora installato di serie.
La raccomandazione principale è evitare di lasciare gli animali esposti al sole nelle ore più calde, indicativamente tra le 10 e le 18. Niente cani abbandonati su balconi, terrazzi, cortili e giardini senza ripari, nella speranza che imparino spontaneamente a costruirsi una tettoia o a ordinare un condizionatore su internet.
Gli animali devono poter disporre di un ricovero fresco e ventilato, possibilmente all’interno dell’abitazione, con una zona ombreggiata e acqua fresca sempre disponibile. L’acqua, dettaglio rivoluzionario, deve essere potabile e cambiata frequentemente, non lasciata nella ciotola dal ponte del Primo Maggio insieme a due zanzare morte e a una misteriosa pellicola oleosa.
Anche il cibo deve essere conservato in contenitori puliti. Un’indicazione utile soprattutto per chi considera la ciotola del cane una specie di scavo archeologico dove ogni crocchetta racconta una diversa epoca geologica.
Grande attenzione anche alle passeggiate.
Nelle ore centrali della giornata l’asfalto può raggiungere temperature elevatissime e provocare ustioni ai polpastrelli. Per capire se il terreno è troppo caldo basta appoggiare il dorso della mano sull’asfalto per alcuni secondi. Se brucia la mano, probabilmente brucia anche le zampe del cane. Pare incredibile, ma i polpastrelli non sono prodotti dalla Pirelli.
Meglio quindi uscire la mattina presto o la sera tardi, scegliere zone erbose e ombreggiate, portare una borraccia e osservare eventuali segnali di disagio, affaticamento o nervosismo.
Particolare attenzione va riservata agli animali anziani, a quelli con il pelo scuro e folto e alle razze brachicefale come bulldog, carlini e boxer, che a causa della conformazione del muso possono avere maggiori difficoltà respiratorie.
In presenza di temperature molto alte, una passeggiata nei boschi o in campagna è preferibile a una marcia forzata sui marciapiedi cittadini, dove il cane rischia il colpo di calore e il padrone continua sereno a guardare il cellulare trascinandolo come un trolley.
Chiunque noti animali in evidente sofferenza è invitato a segnalarlo agli organi competenti. La Polizia Locale resta a disposizione e, nel caso in cui l’emergenza dovesse proseguire o venissero accertati comportamenti incivili, il Comune non esclude interventi più diretti e vincolanti.
In parole povere: per ora si chiede gentilmente di non arrostire il cane. Se qualcuno dovesse continuare, potrebbe arrivare anche un’ordinanza con il timbro, la firma e magari un disegnino esplicativo.
Infine, viene ricordato che il nuovo codice della strada prevede conseguenze più severe per chi abbandona animali. Una pratica crudele, incivile e pericolosa, già punita dal codice penale e ora considerata anche sotto il profilo della sicurezza stradale.
Per affrontare questi giorni roventi, dunque, non servono complicati manuali veterinari: bastano acqua fresca, ombra, passeggiate negli orari giusti e un minimo di attenzione.
Quattro accorgimenti alla portata di tutti.
Quasi tutti.


