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L’Ambarabà riapre, ma le domande non vanno in vacanza

Dopo quasi un anno di chiusura, il nido comunale si prepara ad accogliere nuovamente i bambini. Il gruppo consiliare di minoranza domanda al Comune di Bibbiena l’elenco degli interventi eseguiti e notizie certe sul progetto del polo 0-6 alla scuola Mencarelli

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L’Ambarabà riapre, ma le domande non vanno in vacanza

Dopo quasi un anno di chiusura, il nido comunale si prepara ad accogliere nuovamente i bambini. Il gruppo consiliare di minoranza domanda al Comune di Bibbiena l’elenco degli interventi eseguiti e notizie certe sul progetto del polo 0-6 alla scuola Mencarelli

L’asilo nido comunale “Ambarabà” di Soci dovrebbe riaprire a settembre, in coincidenza con l’inizio del nuovo anno educativo. Una notizia attesa da mesi dalle famiglie, dopo la chiusura avvenuta il 12 novembre 2025, giorno della tragedia nella quale perse la vita il piccolo Leo.

Alla soddisfazione per la riapertura si accompagnano però le richieste di chiarimento avanzate dalla Lista di Comunità, gruppo consiliare di minoranza del Comune di Bibbiena. Al centro dell’intervento ci sono i lavori effettuati nella struttura, l’assistenza offerta alle famiglie durante la lunga chiusura e il futuro del polo educativo 0-6 annunciato alla scuola Mencarelli.

Secondo la minoranza, durante questi mesi non sarebbe stata individuata una sede sostitutiva stabile né sarebbe stato organizzato un percorso alternativo capace di rispondere pienamente alle necessità dei bambini e dei genitori. Anche gli aiuti economici sarebbero arrivati tardi e con criteri che, sempre secondo il gruppo consiliare, avrebbero escluso una parte delle famiglie coinvolte.

«Siamo sinceramente felici che la riapertura arrivi in tempo per l’avvio del nuovo anno scolastico», precisa la Lista di Comunità, sottolineando tuttavia che il sollievo non può cancellare le domande accumulate durante quasi un anno di attesa.

La nota tecnica della USL

Attraverso un accesso agli atti, il gruppo di minoranza ha ottenuto una nota tecnica datata 12 marzo 2026, redatta dall’Unità funzionale Igiene pubblica e nutrizione della USL Toscana Sud Est dopo i sopralluoghi nella struttura.

Nel documento veniva richiesto al sindaco di emettere un provvedimento contenente gli interventi necessari. Le prescrizioni, secondo la ricostruzione della Lista di Comunità, erano suddivise in due gruppi.

Il primo comprendeva i lavori considerati indispensabili in vista della richiesta di rimozione dei sigilli e della riapertura. Tra le criticità segnalate figuravano arredi e giochi usurati e non più sanificabili, fasciatoi danneggiati, attrezzature esterne non conformi da rimuovere, pavimentazione sconnessa nell’area destinata ai lattanti, intonaci deteriorati, punti ciechi nel giardino e sabbiere prive di recinzione.

Un elenco che, osserva la minoranza, descriverebbe una situazione più ampia rispetto a qualche semplice ritocco prima di riaprire le porte.

Il secondo gruppo riguardava opere definite dalla stessa USL di “straordinaria manutenzione che non condizionano il dissequestro e la riapertura dell’immobile”, da completare entro il 31 luglio 2026. Fra queste: nuova imbiancatura, installazione dei battiscopa mancanti, eliminazione della muffa e ripristino della continuità delle pavimentazioni compromesse da cedimenti del massetto.

La Lista di Comunità evidenzia come tali problemi non fossero necessariamente collegati alla chiusura seguita alla tragedia, ma rappresentassero criticità manutentive già presenti e successivamente rilevate durante i controlli.

Nessun collegamento con l’inchiesta

Il gruppo consiliare chiarisce un punto essenziale: non viene sostenuta l’esistenza di un rapporto tra le condizioni manutentive descritte e quanto accaduto il 12 novembre. Stabilire cause ed eventuali responsabilità spetta esclusivamente agli organi competenti nell’ambito dell’inchiesta in corso.

La questione politica sollevata riguarda invece la gestione e la manutenzione del patrimonio scolastico comunale. La minoranza richiama anche quanto riscontrato durante un precedente sopralluogo nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di Bibbiena e Soci, dove sarebbero emersi infiltrazioni, muffa, intonaci deteriorati e arredi usurati.

Le richieste rivolte al Comune

La Lista di Comunità chiede all’Amministrazione comunale di pubblicare, prima della riapertura, l’elenco completo dei lavori effettivamente realizzati all’Ambarabà, indicando modalità, tempi e conclusione degli interventi prescritti.

Domanda inoltre di conoscere, attraverso documenti ufficiali, lo stato del progetto del polo 0-6 alla scuola Mencarelli, indicato nei mesi scorsi come possibile soluzione prioritaria ma sul quale, sostiene la minoranza, non sarebbero più arrivati aggiornamenti pubblici.

La terza richiesta riguarda l’avvio di un programma stabile di manutenzione ordinaria e straordinaria per tutte le strutture educative e scolastiche comunali.

Il benestare sanitario rappresenta naturalmente un passaggio fondamentale per la riapertura. Ma dopo quasi un anno di disagi, conclude il gruppo consiliare, le famiglie hanno diritto di conoscere con precisione che cosa sia stato sistemato, che cosa rimanga eventualmente da fare e quale futuro attenda i servizi educativi di Soci.

Perché a settembre possono riaprire le porte. Le domande, invece, sono rimaste sempre dentro.

L’intervento prende origine dalla nota diffusa dalla Lista di Comunità, gruppo consiliare di minoranza del Comune di Bibbiena.

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