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Caregiver, il Comune studia: intanto le famiglie continuano il turno di notte

L’assessore alle politiche sociali respinge le risposte affrettate e annuncia approfondimenti con ASL e istituzioni. Nel frattempo, i caregiver proseguono tranquillamente il loro turno quotidiano da 24 ore

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Caregiver, il Comune studia: intanto le famiglie continuano il turno di notte

L’assessore alle politiche sociali respinge le risposte affrettate e annuncia approfondimenti con ASL e istituzioni. Nel frattempo, i caregiver proseguono tranquillamente il loro turno quotidiano da 24 ore

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 
📄 FONTE comunicato stampa del Comune di Arezzo

Il Comune di Arezzo interviene nel dibattito sui caregiver familiari e annuncia che, prima di prendere decisioni, intende studiare, approfondire, confrontarsi e programmare. Mancano soltanto un tavolo, un sottotavolo, una cabina di regia e il tradizionale incontro per decidere la data del prossimo incontro.

L’assessore alle politiche sociali Rossella Sposato, chiamata in causa nella discussione degli ultimi giorni, respinge le soluzioni immediate e le semplificazioni politiche.

«Su una questione così importante non si può pensare di costruire soluzioni attraverso slogan», afferma l’assessore.

Il principio è sacrosanto: i caregiver meritano risposte serie e non provvedimenti improvvisati. Anche perché improvvisare richiede una certa rapidità, mentre studiare consente alla politica di mantenere quella rassicurante andatura da processione dietro al santo.

Sposato sottolinea che il tema riguarda persone e famiglie impegnate quotidianamente in situazioni molto delicate. Per questo, secondo l’assessore, sarebbe sbagliato adottare risposte estemporanee dettate dall’urgenza della polemica politica.

L’Amministrazione vuole costruire interventi «concreti, sostenibili e condivisi» con tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Sarà quindi necessario un confronto con la ASL e, presumibilmente, con chiunque possieda una sala riunioni, un proiettore e almeno tre cartelline colorate.

Il dialogo istituzionale dovrebbe servire a individuare strumenti realmente efficaci per sostenere le famiglie. Un obiettivo importante, perché chi assiste ogni giorno una persona fragile non ha bisogno soltanto di comprensione: servono servizi, sostegni economici, sollievo assistenziale e risposte con una data sopra.

L’assessore ricorda che il programma elettorale dell’Amministrazione prevedeva già l’impegno ad affrontare il tema dei caregiver. Dunque il problema non è stato dimenticato: è stato accuratamente conservato nel programma, possibilmente lontano da correnti d’aria e scadenze troppo ravvicinate.

Sposato rivendica inoltre la volontà di non farsi imporre tempi o modalità di confronto che potrebbero generare soluzioni superficiali.

«Su temi come quello dei caregiver non serve arrivare primi ma preparati», conclude.

Giusto. Nessuno pretende il record mondiale dei cento metri amministrativi. Ma tra arrivare primi e presentarsi quando hanno già spento le luci esiste anche una discreta quantità di posizioni intermedie.

La prudenza è necessaria, soprattutto davanti a bisogni tanto complessi. A condizione, però, che “studio e programmazione” non diventino la versione istituzionale di “ci stiamo pensando”, formula capace di attraversare indenne legislature, assessori e calendari.

I caregiver, intanto, continuano ad assistere i propri familiari ogni giorno e ogni notte. Senza tavoli tecnici, senza conferenze stampa e, soprattutto, senza la possibilità di dichiarare che prima di intervenire devono approfondire.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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