AREZZO – Per capire quanto ad Arezzo fosse mancata la Serie B ieri pomeriggio non serviva nemmeno entrare allo stadio. Bastava mettersi in fondo alla fila.
Già dalle 17, due ore prima del calcio d’inizio di Arezzo-Palermo, viale Gramsci era occupato da una lunga colonna di tifosi diretti verso i controlli e il prefiltraggio dello stadio Comunale. Dentro, alla fine, circa ottomila persone per il ritorno casalingo dell’Arezzo in Serie B dopo diciannove anni.
Una scena che le fotografie raccontano meglio di tanti comunicati: maglie amaranto, famiglie, bambini, anziani, gente col biglietto in mano e quella pazienza tipicamente italiana che viene richiesta ogni volta che migliaia di esseri umani devono passare attraverso qualche transenna.
La società, nei giorni precedenti, aveva invitato i tifosi a raggiungere lo stadio con largo anticipo proprio per evitare code ai varchi. E infatti gli aretini hanno eseguito l’ordine con disciplina: sono arrivati prima e la coda l’hanno fatta prima. Problema risolto all’italiana, cioè spostato indietro di un paio d’ore.
La grande partecipazione resta comunque la fotografia più importante della serata. Curva piena, spalti pieni e un entusiasmo che il Comunale non vedeva da anni. Sul campo è finita 3-2 per il Palermo, con l’Arezzo capace di recuperare due gol prima della beffa al 94′.
Ma sulla gestione degli accessi oggi è arrivata anche una questione assai meno divertente.
L’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Arezzo ha infatti denunciato l’assenza, nella zona del primo controllo, di un percorso pedonale dedicato alle persone con difficoltà di deambulazione. Secondo Palazzo Cavallo, soltanto l’intervento della Polizia Locale e della Polizia di Stato avrebbe consentito ad alcune persone di superare gli ostacoli incontrati durante l’accesso. Il Comune ha chiesto al gestore di risolvere il problema già dalla prossima partita.
E qui la battuta finisce.
Perché una lunga fila davanti allo stadio può perfino essere il piacevole segnale che il calcio ad Arezzo è tornato ad avere fame di pubblico. Una barriera per chi ha difficoltà a camminare, invece, non è folklore da Serie B: è semplicemente qualcosa da sistemare.
Possibilmente prima della prossima partita.
E senza costringere qualcuno a mettersi in fila anche per chiedere di togliere la fila.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


