Porta Sant’Andrea ha vinto la 150ª Giostra del Saracino, ha bissato il successo ottenuto a giugno e ha completato il cappotto. Tommaso Marmorini con un 4 e Saverio Montini con un 5 portano il quartiere a quota 9 e regalano ai biancoverdi la 41ª Lancia d’Oro, quella che vale l’aggancio a Porta Santo Spirito in testa all’Albo d’Oro.
Una Giostra per cuori abbastanza robusti e coronarie possibilmente revisionate, perché Piazza Grande ha deciso di non far mancare niente: centri, penalizzazioni, crolli improvvisi e speranze durate più o meno quanto un parcheggio libero in centro.
Santo Spirito parte col botto
Ad aprire la contesa è Porta Santo Spirito con Elia Cicerchia. Carriera pulita, tiro preciso, centro del tabellone: 5.
È esattamente la partenza che la Colombina voleva e quella che gli altri tre quartieri avrebbero volentieri evitato. Con Santo Spirito già sul massimo punteggio, il messaggio è piuttosto semplice: chi vuole restare attaccato alla Giostra deve cominciare a fare sul serio.
Poi tocca a Porta del Foro.
Francesco Rossi colpisce il 4, ma arriva il famigerato “ma”, quella piccola congiunzione che nella Giostra riesce a rovinare una serata meglio di un temporale alla cena propiziatoria.
Prima della riconsegna della lancia alla giuria, Rossi viene toccato dal compagno. Il regolamento presenta immediatamente il conto: un punto di penalizzazione. Il 4 diventa quindi 3.
Porta del Foro si ritrova così già con l’acqua alla gola.
Sant’Andrea e Crucifera restano attaccate
Per Porta Sant’Andrea scende al pozzo Tommaso Marmorini. Cerca il centro, ma la lancia si ferma sul 4.
Stesso punteggio per Matteo Bruni, primo giostratore di Porta Crucifera.
Alla fine della prima tornata la classifica dice: Santo Spirito 5, Sant’Andrea e Crucifera 4, Porta del Foro 3. Tutto ancora aperto, perché evidentemente Buratto non aveva nessuna intenzione di far tornare la gente a casa tranquilla.
Scortecci fa 2 e cambia tutta la Giostra
La seconda serie comincia con il momento che ribalta la Piazza.
Gianmaria Scortecci si presenta al pozzo sapendo che un altro centro potrebbe mettere una seria ipoteca sulla vittoria di Santo Spirito. Il 5 è territorio che conosce benissimo.
Stavolta, però, la lancia finisce sul 2.
Santo Spirito chiude così a quota 7 e, improvvisamente, quella Giostra che sembrava aver preso la strada della Colombina torna ad essere affare degli altri tre quartieri.
E Porta del Foro prova immediatamente a rientrare dalla finestra.
Giulio Vedovini centra uno splendido 5, portando i giallocremisi a quota 8. Per sperare negli spareggi, però, deve cominciare la parte meno scientifica della Giostra: aspettare che gli altri sbaglino.
Montini trova il centro e Sant’Andrea mette le mani sulla Lancia
Scende al pozzo Saverio Montini.
Qui di calcoli ce ne sono pochi. Serve il centro.
Montini parte, affronta Buratto e pianta la lancia nel 5.
L’Araldo conferma e Porta Sant’Andrea vola a 9 punti. Marmorini 4, Montini 5. I biancoverdi sono davanti e a quel punto resta soltanto Porta Crucifera con la possibilità di raggiungerli.
Tutta la pressione finisce così sulle spalle dell’esordiente Gianmatteo Marmorini.
La carriera è buona, il tiro sale però sul 4. Porta Crucifera chiude a quota 8.
Fine dei conti. E soprattutto fine delle speranze altrui.
Porta Sant’Andrea ha vinto.
Il cappotto è biancoverde
Piazza Grande esplode e si colora di bianco e verde.
La classifica definitiva consegna Sant’Andrea al primo posto con 9 punti, Porta Crucifera e Porta del Foro a 8 e Santo Spirito a 7.
È la seconda vittoria biancoverde del 2026 dopo quella della Giostra di giugno. Stavolta bastano un 4 e un 5.
Che poi “bastano” è un modo molto aretino di descrivere nove punti davanti a qualche migliaio di persone con quattro quartieri pronti a discutere anche l’inclinazione delle ciglia del Buratto.
Nei pronostici della vigilia Sant’Andrea era indicata fra le formazioni da battere, forte della vittoria di giugno e dell’ottimo lavoro mostrato durante la settimana di prove. In Piazza, però, i pronostici valgono fino al primo colpo di lancia. I biancoverdi hanno fatto il resto.
Quarantuno vittorie: agganciato Santo Spirito
Con questa vittoria Porta Sant’Andrea sale a 41 Lance d’Oro e raggiunge Porta Santo Spirito in vetta all’Albo d’Oro, mentre Porta Crucifera resta a quota 39.
In pochi mesi Sant’Andrea è passata quindi dalla caccia alla quarantesima vittoria all’aggancio in testa.
Il cappotto completa il quadro. E visto che mancava dal 1994, qualcuno a Palazzo San Giusto dovrà probabilmente trovare altro spazio nella rastrelliera. Problemi che gli altri tre quartieri, per il momento, sarebbero disposti ad affrontare volentieri.
Bella anche la nuova scena di “Terra d’Arezzo”
Una menzione la merita anche la scenografia scelta per l’esecuzione di “Terra d’Arezzo”.
Musici della Giostra e reparto musicale degli Sbandieratori disposti lungo la lizza, insieme agli armati di Signa Arretii e ai Paggi del Comune con i Gonfaloni. Al centro della scena, la Lancia d’Oro.
Una disposizione capace di dare maggiore risalto al trofeo e ancora più solennità all’inno della Giostra, che da tempo per gli aretini ha smesso di essere soltanto una musica della manifestazione ed è diventato, nei fatti e nel sentimento popolare, l’inno della città.
La speranza è che la nuova soluzione scenografica non rimanga il vestito buono tirato fuori soltanto per la 150ª edizione.
Perché qualche novità, perfino ad Arezzo, si può anche tenere quando funziona.
Buratto permettendo.
La vignetta dell’Ortica sulla 150ª Giostra: dopo il cappotto di Porta Sant’Andrea, per gli altri quartieri c’è posto in sala d’attesa.


