La segnalazione da cui nasce questo articolo è stata pubblicata in un gruppo Facebook aretino e riguarda la cerimonia di investitura dei giostratori e bollatura dei cavalli di questa mattina in Piazza San Francesco.
Secondo quanto raccontato nel post, diversi spettatori, tra quartieristi e turisti, avrebbero atteso circa venti minuti al sole davanti alle transenne. Quando la cerimonia è iniziata, alcuni cineoperatori si sarebbero posizionati davanti al tavolo dei Rettori, finendo per coprire quasi completamente la visuale a una parte del pubblico.
Il punto della segnalazione, però, non è prendersela con chi stava lavorando. Anzi. Lo stesso autore del post precisa di non attribuire alcuna colpa ai professionisti presenti, impegnati sotto il sole e intenti a fare il proprio mestiere nelle condizioni e negli spazi consentiti dall’organizzazione.
La questione è un’altra, ed è tutta di regia.
Una cerimonia pubblica dovrebbe possibilmente avere una “scena” visibile anche al pubblico. Pare un concetto rivoluzionario, ma confidiamo possa essere recepito senza convocare il Consiglio della Giostra in seduta straordinaria.
Basterebbe probabilmente studiare una disposizione diversa: operatori ai lati, spazi prestabiliti, centro della visuale lasciato libero e qualche indicazione chiara concordata prima dell’inizio.
Così televisioni e professionisti possono fare il loro mestiere e chi aspetta dietro una transenna può dedicarsi a quella strana attività ormai desueta chiamata guardare la cerimonia.
Nei commenti al post la discussione si è accesa subito. C’è chi ha attribuito la responsabilità direttamente agli operatori, ma Dominici ha ribadito il suo punto: se chi organizza consente agli operatori di posizionarsi dove ritengono più utile, chi deve gestire gli spazi e dare indicazioni chiare è l’organizzazione. Altri commenti hanno invitato a mantenere il confronto su un piano costruttivo.
Ed è probabilmente proprio questo il punto più interessante della segnalazione. Non una guerra ai cameraman, non il consueto torneo aretino del “chi ha più colpa”, ma una domanda molto semplice: si può organizzare la ripresa di una cerimonia lasciando contemporaneamente una visuale decente a chi è lì per assistervi?

Stamani, intanto, si è svolta regolarmente la cerimonia di investitura dei giostratori e bollatura dei cavalli che domani correranno la 150ª Giostra del Saracino. Nel registro della bollatura figurano gli otto cavalli dei quattro Quartieri, con le firme previste dal cerimoniale.
Siamo alla 150ª edizione della Giostra. Ci sono celebrazioni, iniziative, ospiti, cartoline, annulli filatelici e una macchina organizzativa inevitabilmente complessa. Proprio per questo anche i piccoli dettagli contano.
Perché si può promuovere Arezzo nel mondo, raccontare magnificamente la Giostra attraverso televisioni e social e costruire immagini destinate a restare. Ma sarebbe carino ricordarsi anche dell’aretino che è già arrivato fino in Piazza San Francesco con le proprie gambe.
Non pretende il “Grosso di Arezzo”.
Gli basterebbe vedere il tavolo.
Consiglio quindi alla regia per le prossime occasioni: telecamere sì, naturalmente. Ma magari ai lati.
La Giostra è di chi la corre, di chi ci lavora, di chi la racconta e anche di chi si fa venti minuti sotto il sole per guardarla.
Almeno un pertugio lasciamoglielo.


