La squadra è ancora in costruzione e il mercato, per il momento, sembra essersi preso una specie di pausa contemplativa. Il direttore sportivo Aniello Cutolo, però, resta vigile e pronto a cogliere le opportunità giuste per completare l’organico.
Christian Bucchi, intanto, riparte dalla fame, dalla voglia di dimostrare e dalla determinazione di un gruppo chiamato a misurarsi con una categoria superiore. Alcuni giocatori arrivano da società di Serie B senza aver avuto troppo spazio per esprimere le proprie qualità, mentre per altri la cadetteria rappresenta una novità assoluta.
Per tutti, insomma, ci sarà un motivo in più per correre, lottare e dimostrare di meritare questa maglia.
Il tecnico ha indicato la strada con grande chiarezza: umiltà, calma e lavoro. Il primo obiettivo resta la salvezza, poi, una volta sistemata la faccenda, si potrà magari guardare verso qualche possibilità di playoff. Senza proclami, senza voli pindarici e possibilmente senza trasformare luglio nella finale di Champions, vizio tipico del tifoso già dopo il primo calcio d’angolo.
I nuovi si sono inseriti bene e il gruppo appare già compatto. Restano soltanto alcuni piccoli acciacchi, figli delle vacanze o delle cerimonie, come nel caso del neo sposo Coppolaro. Roba destinata a sparire presto, appena la preparazione presenterà il conto definitivo.
Bucchi ha chiesto alla squadra più lavoro, fame, entusiasmo e umiltà. Qualità che il pubblico di Arezzo ha già dimostrato abbondantemente, meritandosi sul campo e sugli spalti il ritorno in Serie B.
I primi giorni di allenamento sono stati intensi e faticosi. Sul piano tattico, Bucchi ha spiegato che si ripartirà da quanto fatto nella scorsa stagione, dal celebre schema che Cesare definisce “a calice” o “a culaccio di bicchiere”. Solo che stavolta il tecnico ha assicurato di essersi preparato. E già questa, ad Arezzo, è una notizia che meriterebbe un comunicato ufficiale.
La prima uscita
Nella prima amichevole stagionale contro una selezione della Valdichiana, Bucchi ha schierato due formazioni differenti nei due tempi, lasciando in palestra Ravasio, Cerri, Pattarello, Coppolaro e il giovane Cipriani.
Nel primo tempo l’Arezzo è partito forte, trovando subito il vantaggio con Guccione. Il centrocampista ha diretto il gioco con aperture precise, mentre sugli esterni Varela e Arena hanno garantito vivacità e profondità.
Cianci ha poi firmato una doppietta, confermando fin dalla prima uscita quella voglia di imporsi che potrebbe diventare una delle armi principali della nuova stagione.
In difesa si è visto il nuovo arrivato Martinez, schierato insieme a Gilli, Chiosa e De Col. Mawuli ha lavorato a supporto di Guccione, mentre davanti hanno trovato spazio anche Manes e Perrotta.
Nella ripresa Bucchi ha cambiato completamente l’undici. Viviani ha preso il posto di Guccione in regia, con Renzi, Illanes, Gigli e Tito nel reparto arretrato. Ferrara e Ionita hanno agito in mezzo, Capello da riferimento centrale, mentre Cortesi e Tavernelli si sono mossi sulle corsie esterne.
Ad aprire le marcature del secondo tempo è stato Illanes, seguito da Gigli. Tavernelli ha poi trovato la rete su assist di Renzi, prima della doppietta conclusiva di Capello, autore di due gol in rapida successione.
Il conto finale dice otto reti.
È soltanto calcio di luglio, contro una selezione locale e con le gambe ancora pesanti. Però vedere l’Arezzo segnare, correre e provarci fa sempre un certo effetto.
La Serie B è appena cominciata. E l’entusiasmo, quello sì, sembra essere già in piena forma.


