Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali
Ad Arezzo il servizio ai tavoli si è improvvisamente arricchito di nuove specialità: alcol a oltranza, pugni assortiti e sedie di plastica flambé. Il Questore Cristian Tatarelli, evidentemente poco sensibile alle nuove tendenze della ristorazione creativa, ha sospeso le licenze di due esercizi pubblici del centro cittadino.
Il primo locale resterà chiuso per tre giorni in seguito a quanto accaduto la sera del 14 luglio. Secondo quanto ricostruito dalla Questura, a un uomo sarebbero state continuate a servire bevande alcoliche nonostante fosse già in evidente stato di ebbrezza.
Una forma di fidelizzazione del cliente portata forse un po’ troppo avanti: quando uno non riesce più a distinguere il bancone dall’uscita, magari il bicchiere della staffa può essere sostituito da un bicchiere d’acqua. Rivoluzione commerciale, certo, ma prima o poi qualcuno doveva pur proporla.
Il secondo esercizio resterà invece chiuso per quindici giorni dopo i fatti avvenuti nella notte tra il 15 e il 16 luglio.
Due uomini si sarebbero avvicinati a un cliente seduto ai tavoli esterni del locale. Dalla discussione si sarebbe passati rapidamente ai pugni, perché evidentemente parlare con calma continua a essere considerato uno sport per intellettuali.
Non contenti, i protagonisti avrebbero impugnato alcune sedie di plastica dell’arredamento, usandole per colpirsi. Una scena a metà tra il wrestling di provincia e una riunione condominiale particolarmente partecipata.
Il titolare, secondo quanto riportato dalla Questura, avrebbe assistito alla scena senza chiamare le forze dell’ordine, decidendo di chiudere il locale soltanto dopo che i partecipanti si erano allontanati. Una gestione dell’emergenza basata sull’antica tecnica del “facciamo finta di niente e speriamo che finiscano prima di rompere anche i tavolini”.
Le sospensioni sono state disposte ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e sono motivate dalla necessità di tutelare l’ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini, la moralità e il buon costume.
Quest’ultimo, dopo alcol servito senza freni e sedie trasformate in clave, è stato probabilmente visto uscire dal centro storico chiedendo indicazioni per la stazione.


