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Il Calice Amaranto: date le chiavi a Viviani, il metodista accende l’Arezzo

Domenica il primo appuntamento vero contro un Brescia costruito per stare davanti. Bucchi parte da una squadra già collaudata e mette Viviani davanti alla difesa: sarà lui il fulcro del gioco amaranto

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Il Calice Amaranto: date le chiavi a Viviani, il metodista accende l’Arezzo

Domenica il primo appuntamento vero contro un Brescia costruito per stare davanti. Bucchi parte da una squadra già collaudata e mette Viviani davanti alla difesa: sarà lui il fulcro del gioco amaranto

 🍷 Il calice amaranto

 Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Il Calice Amaranto: date le chiavi a Viviani, il metodista accende l’Arezzo
Domenica arriva il Brescia e si comincia a fare sul serio.

Coppa, primo appuntamento vero della stagione e distinta che, salvo sorprese dell’ultima ora, dovrebbe comprendere gli undici in campo più dodici giocatori pronti dalla panchina.

L’Arezzo non ci arriva con tutti gli uomini al cento per cento. Chiosa deve fare i conti con una caviglia infortunata, Pattarello è ancora fuori e Casarosa soffre per una contusione.

Ma una cosa, almeno da quello che si è visto finora, non sembra mancare: lo spirito.

La squadra è rimasta compatta, i nuovi arrivati si sono inseriti velocemente e soprattutto si comincia già a vedere quella sensazione che piace tanto alla curva: non undici cristiani messi lì con la stessa maglia, ma un gruppo che sembra sapere cosa vuole fare.

La rosa verso il Brescia

Tra i pali ci sono Nunziante, Serban e Seculin.

Sugli esterni difensivi Renzi, Martinez, Righetti e Cagnano.

Al centro della difesa Gilli, Illanes, Coppolaro, con la situazione di Chiosa e Casarosa da valutare.

In mezzo al campo Bucchi può scegliere tra Sala, Mawuli, Viviani, Manes, Ionita e Chierico.

Sugli esterni offensivi ci sono Arena, Cortesi, Tavernelli e Varela.

Davanti, invece, le torri sono due: Cerri e Cianci.

E già qui, per chi ama perdere interi pomeriggi a fare la formazione al bar salvo poi scoprire che l’allenatore ne sa leggermente più di noi, materiale ce n’è parecchio.

Il Brescia non viene ad Arezzo per vedere il Duomo

Dall’altra parte arriva una delle squadre che, insieme allo Spezia, viene indicata tra quelle attrezzate per stare nelle zone alte del girone.

Il Brescia ha esperienza, qualità e giocatori capaci di cambiare una partita.

Tra questi c’è Rizzo Pinna, elemento che conosciamo bene per quello che ha fatto negli ultimi campionati: qualità dal centrocampo in su, capacità di creare superiorità, tiro potente e preciso.

Un giocatore che se gli lasci spazio tra le linee ti fa venire rapidamente nostalgia di quando il pallone era dall’altra parte del campo.

Il Brescia cercherà possesso, scambi, sovrapposizioni e movimento degli esterni per creare occasioni da tiro.

E dietro avrà anche il sostegno di alcune centinaia di tifosi.

Insomma, non proprio la partitella del giovedì contro gli amici del calcetto.

Ma questo Arezzo è squadra

L’Arezzo però ha una caratteristica che potrebbe diventare decisiva: è già una squadra abbastanza collaudata.

Dietro Illanes sembra aver preso le redini del reparto, in una difesa che può contare su esperienza, fisicità e alternative.

Ionita continua a correre con l’aria di uno che ha perso la carta d’identità e non vuole farsela rifare, mentre Sala porta gambe e intensità.

Davanti manca ancora il Patta “Terminator”, e non è certo un’assenza da poco.

Ma c’è Cerri, centravanti vero, fisico, centimetri, colpo di testa e una conclusione che quando parte non chiede permesso.

E poi Tavernelli, Arena, Cortesi, Varela, Cianci.

Le soluzioni ci sono.

E poi c’è il metodista

Ma la chiave, almeno sulla carta, potrebbe essere un’altra.

Viviani centromediano metodista.
Parola antica, quasi da calcio col pallone di cuoio e i baffi impomatati, ma concetto ancora tremendamente moderno.

Il metodista è quello che si piazza davanti alla difesa, riceve il primo pallone, alza la testa e decide da quale parte deve cominciare l’azione.

È il giocatore che dà ordine.

Che rallenta quando gli altri corrono troppo.

Che accelera quando gli altri stanno ancora pensando.

E soprattutto che deve riuscire a far girare tutta la squadra senza necessariamente finire nelle fotografie.

Viviani, in questo Arezzo, sembra avere proprio quel compito.

Dopo Guccione serviva qualcuno capace di prendere in mano il centrocampo senza provare a imitarlo.

Perché le copie nel calcio funzionano più o meno come quelle delle chiavi: proprio quando ti servono scopri che s’incastrano male.

Viviani deve fare Viviani.

Prendere palla davanti alla difesa, dare geometria, trovare gli esterni, accompagnare Ionita e Sala e mettere ordine quando la partita diventa sporca.

Il Calice passa da lì
Contro il Brescia sarà già un test importante.

Non per stabilire ad agosto chi vincerà il campionato, esercizio nel quale ogni estate siamo tutti campioni del mondo, ma per capire a che punto è davvero questa squadra.

Il Brescia ha qualità.

L’Arezzo ha esperienza, solidità e un gruppo che parte con il vantaggio di conoscersi già.

E in mezzo al campo c’è un uomo al quale Bucchi sembra pronto a consegnare le chiavi.

Viviani metodista.

Il pallone passa da lì.

Il gioco passa da lì.

E magari pure il primo brindisi del Calice Amaranto.

Domenica vedremo se sarà vino buono.

In curva, intanto, i bicchieri sono già pronti.

Foto: Mattia Viviani. Sfondo elaborato con IA da una fotografia reale della S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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