🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Parma 1 – Arezzo 1
Ieri ero uscito dal campo parecchio scontento. Contro l’Albinoleffe avevo visto un Arezzo capace di restare in partita per un’ora e poi spegnersi, mentre gli avversari, grazie anche ai cambi, ribaltavano tutto rifilandoci tre reti.
Oggi, contro il Parma, la sensazione è stata diversa.
La squadra schierata da Bucchi ha sofferto nei primi minuti soprattutto la velocità di Almqvist, bravo a saltare Righetti e a servire a Kouda il pallone del vantaggio. L’inizio non prometteva benissimo, tanto per non farci mancare subito un po’ di preoccupazione da tifosi.
Poi però l’Arezzo ha cominciato a prendere le misure.
Gli amaranto hanno alzato il baricentro, conquistato maggiore possesso palla e trovato il meritato pareggio con un eurogol di Sala. Una rete splendida, ma soprattutto il premio a una squadra che, dopo l’avvio complicato, non ha perso ordine né fiducia.
Ionita e Sala danno forma al centrocampo
La squadra è stata ben guidata da Bucchi e, dentro il campo, da un Ionita autorevole.
Il centrocampista ha dato equilibrio, esperienza e tempi di gioco, mentre Sala ha aggiunto qualità, corsa e naturalmente il gol del pareggio.
Nel corso della gara l’Arezzo ha mostrato un buon affiatamento e una personalità che il giorno precedente si era vista soltanto a tratti. Non si è limitato a resistere, ma ha provato a prendere in mano la partita e a costruire gioco.
Questo, contro una formazione di Serie A, vale più del risultato in sé.
Esterni coinvolti e due punte nel finale
In fase offensiva si è rivisto il coinvolgimento degli esterni, un aspetto già presente nella scorsa stagione e che questo Calice continua a osservare con attenzione.
Nel finale, durante il possesso palla, la squadra si è disposta spesso con un classico gioco a due punte, cercando poi aperture improvvise verso Arena e Tavernelli.
Proprio queste giocate hanno creato qualche difficoltà alla difesa del Parma, costretta a muoversi lateralmente e a fare attenzione agli inserimenti amaranto.
Il Calice comincia insomma a prendere forma. Non è ancora pieno, ma almeno stavolta non è rimasto capovolto sul tavolo.
La difesa cresce dopo l’avvio difficile
Righetti ha sofferto nei primi dieci minuti, soprattutto contro la rapidità di Almqvist, ma ha avuto il merito di riscattarsi e crescere con il passare del tempo.
Illanes e Gilli sono apparsi ben affiatati e sicuri, mentre Renzi ha offerto una prestazione ordinata e attenta.
Positivo anche l’ingresso di Bressan nella ripresa, bravo in particolare in occasione di una respinta di piede su un’incursione parmense.
Nel complesso, il reparto difensivo ha reagito bene dopo le difficoltà iniziali, riuscendo a trovare compattezza e distanze migliori.
Tavernelli e Varela sempre pericolosi
Tavernelli e Varela hanno confermato di poter creare problemi con la loro mobilità e la capacità di attaccare gli spazi.
Entrambi sono rimasti insidiosi fino a quando la condizione fisica lo ha permesso, cercando di allargare la difesa avversaria e favorire gli inserimenti centrali.
Cerri, invece, nel finale ha dato poco aiuto alla manovra, ma la spiegazione più semplice è anche la più evidente: non ne aveva più.
Dopo giorni di lavoro intenso e novanta minuti giocati quasi senza cambi, sarebbe stato strano vederlo correre come se fosse appena uscito da una settimana alle terme.
A Viviani si chiede qualcosa in più
Un appunto va fatto a Viviani.
Scaricare il pallone in maniera semplice va bene, soprattutto quando serve a mantenere il possesso, ma con esterni come quelli a disposizione dell’Arezzo bisogna cercare più spesso la verticalizzazione.
Nel recupero palla deve inoltre essere più rapido, così come nell’offrire una soluzione di passaggio ai difensori quando la squadra costruisce dal basso.
Non si tratta di bocciarlo, ma di chiedergli qualcosa in più. Perché il potenziale c’è e proprio per questo bisogna pretendere maggiore velocità di pensiero e di esecuzione.
Una risposta dopo la brutta giornata
Nel complesso, la prestazione è stata positiva.
L’Arezzo ha reagito alla sconfitta del giorno precedente, ha mostrato carattere e ha saputo tenere testa a un avversario più forte sulla carta.
Ci sono ancora aspetti da sistemare, com’è normale in questa fase della preparazione, ma contro il Parma si è vista una squadra più viva, più organizzata e soprattutto più convinta di quello che stava facendo.
Bravo Bucchi, che oltre a preparare bene la partita ha avuto anche il buon gusto di riconoscermi in tribuna.
Eravamo sei tifosi. Poi siamo diventati cinque.
Ma continuavamo tutti a cercare la stessa cosa: la nostra squadra.
E oggi, almeno per lunghi tratti, l’abbiamo trovata.


