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📄 FONTE comunicato stampa del Comune di Arezzo
La vicenda del torrente Castro arriva anche in Consiglio comunale. Dopo mesi di lavori, polemiche sul nuovo muro e le recenti richieste dei residenti sul ripristino del verde e sulla sicurezza dell’argine, Francesco Romizi, consigliere comunale di AVS–Arezzo2020, annuncia un’iniziativa formale nei confronti dell’amministrazione.
L’Ortica aveva raccontato la trasformazione dell’area già a maggio, quando il nuovo argine stava prendendo forma e divideva i cittadini tra la necessità della sicurezza idraulica e l’impatto dell’opera sul quartiere.
Castro, il muro cresce: sicurezza o muraglia?
Il 26 agosto siamo tornati sul posto raccogliendo le segnalazioni del comitato spontaneo degli abitanti di via Duranti, via Pieraccini e via Recapito. I residenti lamentavano soprattutto il mancato ripristino del verde dopo l’abbattimento degli alberi, indicando una parete lunga circa 300 metri circondata da terreno spoglio. Avevano inoltre sollevato interrogativi sulla sicurezza del percorso realizzato sull’argine.
Sul Castro è arrivata la sicurezza: gli alberi, invece, hanno perso l’indirizzo
Adesso sulla vicenda interviene Romizi, che esprime «pieno sostegno» alle richieste avanzate dai residenti.
«Nessuno discute della necessità di mettere in sicurezza il territorio dal rischio idraulico», afferma il consigliere, «ma questa esigenza non può essere alternativa alla tutela ambientale».
Secondo Romizi, abbattere decine di alberi, modificare profondamente l’area e lasciare successivamente una zona spoglia «non è un risultato accettabile».
Il consigliere chiama direttamente in causa Regione Toscana e Genio Civile, ai quali chiede di chiarire come intendano procedere per il ripristino dell’area. Ma soprattutto respinge l’ipotesi che Palazzo Cavallo possa considerarsi semplice spettatore perché i lavori sono stati eseguiti da altri enti.
«Il Comune non può tirarsi fuori dalla vicenda per il solo fatto che altri hanno eseguito i lavori», sostiene Romizi. «Non è pensabile che non fosse a conoscenza d’interventi che hanno prodotto un impatto di tale portata sul territorio».
E qualche ragione per porre la domanda c’è. Nell’incontro raccontato dai residenti all’Ortica risultava infatti presente anche un rappresentante del Comune e, secondo il comitato, si sarebbe discusso persino delle caratteristiche e delle specie degli alberi da ripiantare.
Insomma, gli alberi non sarebbero comparsi improvvisamente nelle richieste di agosto. Erano già entrati nelle riunioni. Solo che dalle riunioni al terreno, evidentemente, il tragitto è più lungo di quello del Castro.
Romizi annuncia una richiesta formale
Il consigliere presenterà quindi una richiesta all’amministrazione per conoscere quali interlocuzioni siano state attivate con Regione Toscana e Genio Civile e in che modo il Comune intenda farsi parte attiva nella vicenda.
Romizi chiede in particolare un progetto di riqualificazione arborea e una verifica delle condizioni di sicurezza del percorso e dell’argine, riprendendo quindi due delle questioni già poste pubblicamente dai residenti.
«Con temperature sempre più alte e con la necessità di aumentare e non diminuire gli alberi non possiamo rassegnarci all’idea che la burocrazia impedisca di ripiantare ciò che è stato possibile abbattere».
Che è anche il curioso paradosso già emerso nelle settimane scorse: per togliere gli alberi c’erano progetto, mezzi e autorizzazioni; per rimetterne qualcuno sembra invece necessario attendere che tutti i pianeti amministrativi entrino nella stessa congiunzione.


