Anziano perde l’orientamento, soccorso dai vigili del fuoco I Vigili del Fuoco di Bibbiena e nucleo elicotteri di Arezzo sono intervenuti in località Dama per soccorrere un escursionista in stato confusionale, che percorrendo il sentiero nel comune di Chiusi della Verna, ha perso l’orientamento.
La sala operativa vigilfuoco, con la collaborazione del disperso, è riuscita ad individuarlo, un uomo di circa 66 anni che è stato raggiunto dalla squadra di Bibbiena e successivamente recuperato dall’elicottero Drago dei Vigili del Fuoco e trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo. Sul posto anche il personale del 118
Ha il reddito di cittadinanza e una prosperosa attività di raccolta rifiuti, scoperto e denunciato insieme alla moglie dalla Guardia di Finanza Un nucleo familiare, da tempo dimorante nel Casentino, percepiva indebitamente, da oltre due anni, il reddito di cittadinanza, la misura di sostegno che lo Stato ha introdotto per dare aiuto alle famiglie più bisognose, che, in questo tempo di crisi, non trovano o hanno perduto il lavoro. Tuttavia, come emerso dalle indagini, il capofamiglia svolgeva una fiorente attività imprenditoriale di raccolta di rifiuti anche ferrosi, completamente “in nero” e senza alcuna autorizzazione.
Gli accertamenti fiscali hanno consentito di ricostruire redditi sottratti a tassazione, dall’anno 2016 in poi, per circa 120.000 euro, nonché di avviare, in stretta sinergia e con uno scambio informativo con l’INPS competente, le procedure di revoca e di recupero delle somme indebitamente percepite, pari ad oltre 12.000 euro, a titolo di reddito di cittadinanza.
E’ quanto accertato dai Finanzieri della Tenenza di Poppi, coordinati dal Gruppo di Arezzo, da tempo impegnati nel contrasto degli indebiti accessi a prestazioni assistenziali.
L’illecita attività ha consentito all’imprenditore di mantenere un buon tenore di vita, acquistare un’autovettura di grossa cilindrata, sostenere gli studi universitari dei propri figli, con alloggio fuori provincia, ed acquistare una casa nel centro di Bibbiena, pur beneficiando dell’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare.
Nelle dichiarazioni sostitutive presentate per l’ottenimento del reddito di cittadinanza, invece, la moglie dell’imprenditore dichiarava che il nucleo familiare era privo di reddito e di patrimonio immobiliare. Ed è per questo che entrambi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, per violazione del decreto legge istitutivo del reddito di cittadinanza, che sanziona tale comportamento, con la reclusione da due a sei anni.
Ma i guai per l’imprenditore non sono finiti; è stato, infatti, deferito alla Procura di Arezzo anche per violazione del Codice dell’Ambiente, in quanto sprovvisto delle autorizzazioni, per l’illecita attività organizzata di raccolta di rifiuti.
Il servizio testimonia l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’attività istituzionale del Corpo, tesa a contrastare i fenomeni illeciti, con particolare attenzione all’indebito accesso ai benefici assistenziali ottenuti da chi non ne ha titolo, che genera un danno per le casse pubbliche e, soprattutto, per le persone che ne hanno effettivamente diritto e necessità.
Truffe on line, due denunce Due persone originarie delle province di Napoli e Catania, avevano pubblicato falsi annunci inerenti la vendita di una popolare consolle di videogiochi il primo, di uno smartphone il secondo, traendo in inganno le due ignare vittime ed inducendole a versare anticipatamente il prezzo richiesto, per un totale di quasi 1.000 € (circa 350 € per la consolle, e circa 550 € per lo smartphone).
L’approfondita analisi delle informazioni fornite dalla vittima in sede di denuncia è risultata cruciale per la ricostruzione del circuito truffaldino, incentrato, questa volta, sulla proposta di vendita. Dopo una serie di accurati accertamenti elettronici e bancari, infatti, gli investigatori dell’Arma dei Carabinieri hanno ricostruito come gli indagati, dopo aver preso contatti con la vittima di turno, fossero riusciti a convincerla ad accreditare la somma pattuita su una carta prepagata, salvo poi scomparire nel nulla, facendo perdere traccia di sé e della consolle, che ovviamente non è mai giunta a destinazione. I due – che sono entrambi gravati da precedenti di polizia per analoghi delitti – sono stati deferiti in stato di libertà alla procura della Repubblica di Arezzo.
Valdarnese 69enne muore due giorni dopo aver ricevuto la prima dose di Pfizer E’ morto a 69 anni due giorni dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Pfizer. La morte a quanto riferisce il Corriere di Arezzo, è avvenuta il 30 aprile. Ieri sulla salma dell’uomo è stata eseguita l’autopsia che dovrà chiarire le esatte cause del decesso e se si è trattato di una reazione avversa alla somministrazione.
Il 69enne aveva ricevuto la prima dose di Pfizer martedì 27 aprile a Montevarchi.
In seguito all’esposto dei familiari è scattata l’attività della magistratura con un fascicolo aperto dal sostituto procuratore Julia Maggiore. Il 69enne prima dell’iniezione pare non fosse in cattive condizioni di salute e la situazione generale non era in conflitto con la vaccinazione. La morte è avvenuta in casa: non esistono prove per ora di legami con la vaccinazione.
Ruba bicicletta dalla rastrelliera del supermercato e denunciato studente 18enne Finisce nei guai uno studente giovanissimo, appena diciottenne, per aver rubato una bicicletta. Lo scorso aprile i Carabinieri del Comando Compagnia di Sansepolcro avevano ricevuto una denuncia di furto di una bici dal valore commerciale di circa duemila euro che era stata parcheggiata in una rastrelliera nei pressi di un supermercato.
I militari si sono immediatamente attivati per riuscire a risalire all’identità del responsabile, anche scandagliando i sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree circostanti al luogo del furto, potendo identificare un ragazzo del 2003, nato e residente a Sansepolcro, senza precedenti penali.
Una volta risaliti all’identità del giovane, i militari si sono recati presso la sua abitazione per eseguire una perquisizione domiciliare, all’esito della quale è stata rinvenuta la bicicletta, riconsegnata poi all’avente diritto. Il giovane dovrà rispondere di furto.
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