Ci segnalano un post pubblicato dal sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli, evidentemente colpito da un’immagine del presidente della Regione Toscana mentre si tuffa in un corso d’acqua.
Il commento del sindaco è breve, sobrio e istituzionale come una pernacchia durante il Consiglio comunale:
«Un bel tuffo rinfrescante in Arno».
In realtà, stando al riferimento contenuto nei commenti, la scena sarebbe avvenuta nelle acque del Ciuffenna. Ma quando parte la satira politica, la geografia diventa un’opinione: Arno, Chiana, Tevere o vasca dell’idromassaggio, l’importante è che l’avversario finisca a mollo.
La fotografia ha così aperto l’ennesimo congresso digitale della politica toscana, quello dove nessuno legge i programmi ma tutti giudicano lo stile del tuffo. C’è chi ha lodato sarcasticamente «profilo, slancio e classe», chi ha osservato che Giani «si tuffa in tutti i fiumi meno che in quello della Chiana» e chi ha rivolto direttamente ad Agnelli la domanda inevitabile:
«Te dove ti tuffi?»
Domanda politicamente raffinata, perché introduce il tema della reciprocità balneare: chi prende in giro il tuffo altrui deve prima dichiarare piscina, profondità e presenza del bagnino.
La segnalazione: «Cencio dice male di Straccio»
A corredo del post ci è arrivato anche un messaggio vocale di un lettore, che premette di non essere «esageratamente un fan di Giani», ma solleva una questione semplice: può davvero Agnelli prendere in giro le performance fotografiche del presidente regionale senza ricordare le proprie?
Il lettore cita, tra gli altri episodi, le fotografie in bicicletta realizzate durante la campagna elettorale per il Senato del 2022, le partenze in testa alle manifestazioni ciclistiche, i percorsi sulle creste castiglionesi e altre immagini sportive diffuse negli anni.
La sintesi, liberamente tradotta dal castiglionese politico all’italiano corrente, sarebbe questa: Cencio dice male di Straccio, ma entrambi hanno il fotografo pronto.
Naturalmente si tratta delle considerazioni di chi ci ha inviato la segnalazione, non di una ricostruzione certificata dal Comitato olimpico delle passerelle elettorali. Resta però il punto: la politica moderna sembra ormai misurarsi meno sui risultati e più sulla capacità di apparire atletici senza spettinarsi.
La casa della comunità rimasta fuori dall’inquadratura
Nel vocale viene ricordata anche la recente inaugurazione della Casa della comunità, alla quale avrebbero partecipato insieme Agnelli e Giani. Il lettore sottolinea inoltre il ruolo dei finanziamenti regionali destinati al territorio, sostenendo che nei confronti della Regione non arriverebbero altrettanti ringraziamenti.
È un’accusa politica, dunque va trattata come tale, senza trasformarla in una verità scolpita sul marmo. Ma fotografa bene il teatrino istituzionale italiano: la mattina si taglia il nastro insieme, il pomeriggio si pubblica la foto dell’altro in costume. Collaborazione istituzionale sopra, gara di tuffi sotto.
I commenti: dalla satira alla fogna in tre secondi netti
Sotto il post non sono mancati i commenti ironici, alcuni anche riusciti. Altri, invece, sono precipitati rapidamente nell’insulto personale e in paragoni storici fuori luogo.
Una dinamica ormai abituale: si parte da una fotografia buffa, si passa alla sanità, poi al debito pubblico e in meno di dieci righe compare qualcuno che tira in ballo il nazismo. Internet, il luogo dove una ciambella nell’Arno può diventare il processo di Norimberga prima dell’aperitivo.
Abbiamo scelto di non rilanciare gli insulti più pesanti. La satira può pungere, ma non deve necessariamente rotolarsi nel fango per dimostrare di essere libera.
Morale della vasca
Giani si tuffa. Agnelli pubblica. I sostenitori ridono. Gli avversari recuperano vecchie fotografie. E la Toscana, nel frattempo, continua a galleggiare tra cantieri, sanità, infrastrutture e campagne elettorali permanenti.
Il vero miracolo non è vedere un politico entrare in acqua.
È trovarne uno che, almeno una volta, non abbia predisposto qualcuno sulla riva per fotografarlo.


