Mamma mia ragazzi che estate bollente qui ad Arezzo, bollente in tutti i sensi.
Sembra, da voci molto ma molto vicine alle alte sfere vaticane, che a giorni sarà reso pubblico il nome del nuovo Vescovo.
Questa notizia da una parte ci rallegra, ma dall’altra ci rattrista perché il “poveretto” eredita subito una gran patata bollente, una grana di una certa entità grazie al pensionato e a chi lo ha supportato nella vicenda.
Infatti, come abbiamo avuto modo di leggere la notizia ribattuta da tutti gli organi di stampa nazionale, i familiari di Guerrina Piscaglia fanno causa alla diocesi e chiedono un risarcimento perché, a quanto sostengono i legali della famiglia, il VESCOVO aveva la facoltà di destituire Alabi oppure poteva assegnarlo ad un’altra parrocchia, visto che era stato informato della relazione da una lettera di una parrocchiana e che era “conscio della pericolosità della relazione” tra Alabi e Guerrina.
Avete capito a cosa ci sta esponendo e che regalino consegna al suo successore il nostro pensionato che, solo qualche giorno fa, tutto gaudente, annunciava: “… un importante contributo che lascio al mio successore”?
Alla faccia del bicarbonato di sodio!
Si faceva grande con i denari altrui e che, anche senza la sua ingombrante persona, sarebbero arrivati perché è prassi che lo Stato finanzi il restauro, il recupero ed il mantenimento di importanti opere e siti d’arte.
C’è chi, in queste ore, sta raccogliendo firme per proporre il buon Don Alvaro a Vescovo e noi, invece, suggeriamo di raccogliere firme per bandire questo signore dall’intero territorio diocesano visto quanto danno in questi tredici anni ha procurato.
Altro che risiedere nel mega appartamento di piazza san Domenico che ricorda tanto il super attico romano di un certo cardinale!
Hai capito che te ne devi anna’ senza se e senza ma ora più che mai?


