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I “giuchini” si, ma lasciate stare il laghetto

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I “giuchini” si, ma lasciate stare il laghetto

Oh te!
La proposta piddina è interessante e condivisibile, dotare la città di uno spazio giochi che sia funzionale ai bimbi con disabilità è non solo auspicabile, ma va con forza caldeggiata perché ciò si possa realizzare.

Arezzo è sempre stata città inclusiva e attenta ai bisogni dei più svantaggiati.
La storia racconta questo e da qui bisogna ripartire con fatti tangibili, concreti e non solo con spot buttati lì alla bisogna come troppo spesso accade.

Ora, che la proposta arrivi quasi “per mettere in cattiva luce” la parte politica avversaria la depontenzia, la depotenzia perché questa sensibilità doveva già aver fatto realizzare qualcosa di simile.

Fino ad ieri proprio al parco Pertini era in stallo un orrendo castello di plastica adagiato su un manto polveroso di pericoloso brecciolino.
Poco più in là obsoleti giochini tradizionali.
In altri parchi della città di strutture per bambini poco o nulla.
Eppure bimbi speciali ce ne sono sempre stati.

Questa ritrovata sensibilità fa piacere, ma per carità, lasciate lì il laghetto come da progetto!
L’acqua è segno di vita, intorno all’acqua sono nate le prime civiltà, e intorno all’acqua si è sviluppata la socialità.
Il laghetto va ripristinato, ma, allo stesso tempo, va fatta periodicamente manutenzione come da prassi.

È bene ricordare che il parco Pertini ha un proseguo, il parco Sensoriale/olfattivo con segnaletica per ipovedenti.
Questo fazzoletto di terra avrebbe bisogno di efficiente manutenzione perché spesso e volentieri risulta essere carente di cure ora, ma anche prima non è che andasse meglio.

Concludendo, va bene citare la Convenzione ONU, ma non fare di questa un “sasso moraleggiante” da scagliare sull’avversario.

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La Vespa
La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.
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