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Dal vibratore rotto al contenitore per urinocoltura: cosa troviamo oggi nei cestini dei parchi?

Arezzo, Parco Ducci: rifiuti ospedalieri tra i cestini pubblici. L’inciviltà alza l’asticella (e la nausea).

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Dal vibratore rotto al contenitore per urinocoltura: cosa troviamo oggi nei cestini dei parchi?

Arezzo, Parco Ducci: rifiuti ospedalieri tra i cestini pubblici. L’inciviltà alza l’asticella (e la nausea).

Abbiamo documentato di tutto: materassi accampati tra i cespugli, divani panoramici abbandonati nei boschi, sanitari che sbucano come funghi e ogni genere di arredo urbano posticcio lasciato al verde della nostra inciviltà. Una galleria degli orrori degna di un reality show dedicato al peggiore del riciclo.

E quando pensavamo che l’inventiva dell’abbandono avesse raggiunto il limite, eccoci serviti: nei cestini dei parchi pubblici, tra un cartoccio di gelato e un pacchetto di sigarette, spunta il meglio del peggio. Al Parco Ducci di Arezzo – sì, proprio quello dove sorge il centro prelievi – un cittadino ha segnalato (con tanto di foto) un cestino contenente un contenitore per urinocoltura e alcune provette… con le feci. Avete letto bene: urine conservate per 24/48 ore e campioni biologici lì, a fare bella mostra accanto a un fazzoletto usato.

Passi per i vibratori guasti – almeno quelli, poveretti, sono caduti in battaglia – ma i rifiuti ospedalieri abbandonati in un cestino del parco sono il colmo. Non solo inciviltà, ma un problema igienico e sanitario tutt’altro che trascurabile.
Ci chiediamo: serve davvero l’ennesima segnalazione per intervenire? O aspettiamo che i cestini inizino a distribuire referti?

Nel frattempo, se avete in programma una passeggiata al parco, portatevi pure il disinfettante. Magari anche un paio di guanti. E, perché no, una mascherina. Ma non per il Covid, stavolta: per la dignità urbana ormai in stato comatoso.

4 COMMENTI

  1. Ginetto, non sono rifiuti ospedalieri ma rifiuti organici (il contenitore per la raccolta delle urine te lo danno e poi sta a te smaltiirlo) ASL non lo ritira, pertanto che vada su indifferenziata plastica o altro e’ sempre un rifiuto che il privato cittadino deve smaltire.
    Bisogna pertanto esserre contenti che il rifiuto sia in un cestino e non scandalizzarsi, altrimenti i pannolini dei bambini, o degli anziani pieni di escrementi dove pensi li gettino?

  2. Cara Formichina,

    capisco l’istinto a giustificare l’ingiustificabile, ma se iniziamo a ringraziare chi infila provette di feci nei cestini pubblici, domani dovremmo fare una statua a chi lascia la lettiera del gatto sul sedile dell’autobus.

    Che i contenitori per urinocoltura non siano “propriamente” rifiuti ospedalieri, ok, ma nemmeno un sorbetto al limone: parliamo di materiale biologico potenzialmente infetto, non di una buccia di banana. E la differenza tra un cestino del parco e un contenitore per rifiuti sanitari sta proprio nella scritta sopra: “CARTA – PLASTICA – RIFIUTI URBANI”, non “FECI A PIACERE”.

    Essere “contenti” che qualcuno abbia scelto il cestino e non il prato non è civiltà, è rassegnazione travestita da pragmatismo. È come dire “meglio che pisci nel lavandino che sul tappeto”: una posizione comprensibile, forse, ma non esattamente una vetta morale.

    Infine, se i pannolini sporchi e i contenitori di urine stanno nello stesso sacco, forse il problema non è la “scandalizzazione”, ma il fatto che ci stiamo abituando al peggio. E a forza di normalizzare l’anormale, tra poco ci troveremo a dire “beh dai, almeno stavolta era solo sangue e non un rene intero”.

  3. Non sono d’accordo, mi spiace. E’ un cestino portarifiuti generico (quindi anche i sacchetti con le feci dei cani non ci andrebbero???) ma stiamo scherzando? Il contenitore per urinocoltura era vuoto, pertanto è un normale rifiuto, anzi migliore (nel senso di meno pericoloso) di un contenitore per acido muriatico (uso civile per pulire) o di varichina vuoto. Poi che ci facesse una persona a Villa Severi col contenitore per urine con se non lo so, ma non voglio nemmeno chiedermelo. Ha ritenuto di gettarlo in un Cestino generico e ha fatto bene, in quanto ci vanno i rifiuti generici almeno fino quando il comune non deciderà di dotare i parchi cittadini di Cestini per carta, plastica, cacche cani, contenitori ad uso speciale… ecc.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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