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Lancio aereo di rifiuti nei boschi: la nuova frontiera dell’inciviltà

Nel cuore del bosco, tra funghi e meraviglie naturali, spunta un museo dell’inciviltà: rifiuti impossibili da spiegare e ancor più da rimuovere

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Lancio aereo di rifiuti nei boschi: la nuova frontiera dell’inciviltà

Nel cuore del bosco, tra funghi e meraviglie naturali, spunta un museo dell’inciviltà: rifiuti impossibili da spiegare e ancor più da rimuovere

Finalmente è arrivata la stagione dei primi funghi! Gli appassionati si armano di cestino, scarponi e pazienza, pronti a perlustrare i boschi come novelli Indiana Jones. Ma ecco la vera sorpresa: no, non un porcino. No, nemmeno un ovolo. Ma… un boiler. Sì, un boiler! E non uno di quelli piccini, eh, ma bello grosso, pesante e probabilmente ancora rancoroso per essere stato scaricato nel nulla più assoluto.

Cammini ore tra rovi e sentieri quasi verticali, ti senti un eroe della natura, quando all’improvviso ti si para davanti una scena che nemmeno in un film post-apocalittico: bottiglie di plastica, un gigantesco vaso (di plastica ovviamente, ché l’eleganza non manca mai), pneumatici sparsi come se fossero margherite e, ciliegina sulla torta, un boiler incastonato tra due sassi, fiero e impassibile.

E uno si chiede: come diamine ci è arrivato fin qui? Possibilità numero uno: l’opera di un genio del male, dotato di una forza sovrumana e di un amore incondizionato per le scalate con carichi inutili. Possibilità numero due, molto più probabile: lanci aerei mirati. Immaginate un elicottero, un equipaggio motivato e un grido: “Boiler viaaaaaa!” E giù nel dirupo.

Per non parlare del pneumatico incastrato nel torrentello, proprio dove l’acqua scorre limpida e (teoricamente) incontaminata. Un vero tocco di classe: perché limitarsi a inquinare la terraferma, quando si può decorare anche i corsi d’acqua?

E noi, intanto, ci indigniamo con fervore davanti al bidone dell’immondizia, quando vediamo qualcuno lasciare un sacchetto fuori. “Vergogna!”, diciamo. Ma i rifiuti nei boschi? Ah, quelli sono arte moderna ambientale. Installazioni naturali, probabilmente.

Sarebbe quasi da organizzare visite guidate: “Qui potete ammirare un raro boiler selvatico nel suo habitat naturale, mentre a destra un elegante pneumatico si accoppia con una tanica d’olio esausto.”

Forse il genio che li ha portati fin lì voleva solo contribuire a un ecosistema trash-chic. O forse, più semplicemente, non gliene fregava niente. Ma tranquilli, ci penserà la prossima alluvione a risistemare tutto. Magari trasportando il boiler nel vostro giardino.

Benvenuti nella nuova stagione del foliage italiano, dove le foglie si mischiano alla plastica e i funghi crescono accanto ai copertoni. Buona raccolta a tutti!

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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