Arezzo – «Ha ancora senso dividere un marchio senza condividerne il progetto?». È la domanda che Mauro Valenti, fondatore di Arezzo Wave, rivolge al sindaco di Arezzo in una lettera aperta inviata agli organi di informazione della città affinché, come lui stesso precisa, possa essere letta integralmente da tutti i cittadini.
La presa di posizione arriva dopo alcune dichiarazioni del primo cittadino secondo le quali Arezzo Wave non dovrebbe essere sostenuto perché si tratta di un soggetto privato e che potrebbe addirittura creare problemi.
Parole che, scrive Valenti, lo hanno colpito non tanto sul piano personale, quanto per il significato che assumono nei confronti di una manifestazione che dal 1987 porta il nome di Arezzo in Italia e all’estero.
«In questi decenni migliaia di artisti, milioni di spettatori, giornalisti, operatori culturali e professionisti della musica hanno associato il nome di Arezzo a un progetto nato qui e cresciuto qui», sottolinea il fondatore del festival, ricordando che nei prossimi giorni Arezzo Wave sarà protagonista anche a Londra, proseguendo un’attività di promozione internazionale della città iniziata quasi quarant’anni fa.
Nella lettera Valenti richiama anche una scelta compiuta molti anni fa: la cessione gratuita al Comune di Arezzo del 50% del marchio Arezzo Wave. Una decisione maturata nella convinzione che «festival e città dovessero camminare insieme».
Da qui l’interrogativo rivolto all’amministrazione comunale: se oggi Arezzo Wave viene considerato semplicemente un soggetto privato dal quale prendere le distanze, allora, secondo Valenti, sarebbe opportuno aprire «una riflessione seria e trasparente sul senso di quella compartecipazione al marchio».
Il fondatore del festival precisa di non voler alimentare polemiche, ma di ritenere necessario un confronto sul futuro di «una delle iniziative culturali che più hanno contribuito a far conoscere il nome di Arezzo in Italia e nel mondo».
«Da parte mia continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare per la musica, per i giovani artisti e per il nome di Arezzo. Mi auguro che il Comune voglia chiarire se intende fare altrettanto», conclude la lettera firmata da Mauro Valenti.
Testo integrale
Per rispettare la volontà espressa dall’autore, L’Ortica pubblica integralmente la lettera aperta inviata da Mauro Valenti agli organi di informazione cittadini, senza alcuna modifica.
Arezzo Wave e il Comune di Arezzo
Ha ancora senso dividere un marchio senza condividerne il progetto?
Lettera aperta al Sindaco di Arezzo
Caro Sindaco,
ho ascoltato con attenzione la sua dichiarazione nella quale afferma che Arezzo Wave non dovrebbe essere sostenuto perché è un soggetto privato e che potrebbe addirittura portare problemi.
Confesso che mi ha colpito.
Non tanto per me personalmente, perché dopo quasi quarant’anni di Arezzo Wave sono abituato alle difficoltà, ai cambiamenti politici e alle opinioni più diverse.
Mi ha colpito perché Arezzo Wave porta il nome della nostra città dal 1987.
In questi decenni migliaia di artisti, milioni di spettatori, giornalisti, operatori culturali e professionisti della musica hanno associato il nome di Arezzo a un progetto nato qui e cresciuto qui.
Tra pochi giorni porteremo Arezzo Wave a Londra, continuando un lavoro di promozione internazionale della città che svolgiamo da decenni.
Per questo motivo mi sono chiesto quale sia oggi il rapporto che il Comune di Arezzo intende avere con Arezzo Wave.
Molti anni fa decisi di cedere gratuitamente al Comune il 50% del marchio Arezzo Wave.
Lo feci perché ritenevo che il festival e la città dovessero camminare insieme.
Se oggi il Comune ritiene invece che Arezzo Wave sia semplicemente un soggetto privato da cui prendere le distanze, credo sia arrivato il momento di aprire una riflessione seria e trasparente sul senso di quella compartecipazione al marchio.
Non scrivo questa lettera per alimentare polemiche.
Al contrario.
La scrivo perché continuo a pensare che Arezzo meriti una discussione chiara sul futuro di una delle iniziative culturali che più hanno contribuito a far conoscere il suo nome in Italia e nel mondo.
Da parte mia continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare per la musica, per i giovani artisti e per il nome di Arezzo.
Mi auguro che il Comune voglia chiarire se intende fare altrettanto.
Mauro Valenti
Fondatore di Arezzo Wave



Sono daccordo in pieno!