Ah, le uscite in bici. Quel momento di comunione con la natura, in cui il cuore si esalta per la salita, i polmoni cantano per l’aria pura (e per le microplastiche), e l’anima si nutre del verde dei boschi… finché lo stomaco non si accartoccia alla vista dell’ennesimo scempio ambientale.
Sì, anche questa settimana. Sì, ancora. Sì, lo sappiamo. E sì: Poti colpisce ancora.
Il nostro paradiso collinare, che un tempo pullulava di faggi, sentieri e poesia, oggi sembra l’area backstage di un concerto trap fallito. Altro che “natura incontaminata”: ogni giro è una caccia al tesoro dell’indecenza, tra bottiglie, cartacce, fazzoletti, e — breaking news — accendini.
BIC e Clipper 📎 link ormai sono la vera flora autoctona del 2025: spuntano ovunque, mimetizzati tra le foglie, in pose artistiche degne di un’installazione contemporanea.
Ma aspettate, non è finita. ieri mattina, sul sentiero dell’inciviltà, ci siamo imbattuti in una nuova specie di fungo: una bombola del gas.
Sì, avete letto bene. Una bombola del gas, abbandonata con la grazia di chi lancia una molotov in un campo di papaveri. Spuntava tra i cespugli come se fosse sempre stata lì, fiera, orgogliosa, pronta a farsi fotografare per “Bosco Vogue – Edizione Catastrofica”.
E non è un caso isolato. Abbiamo già denunciato il nuovo sport estremo dell’anno: il lancio dell’eternit 📎 link, dove i campioni di inciviltà si sfidano a chi riesce a deturpare meglio.
E chi si fosse perso la puntata precedente, ecco il nostro pezzo d’arte contemporanea: un divano letto ad angolo, elegantemente posizionato tra gli alberi 📎 link.
E allora ci chiediamo: chi è il genio? Chi sono questi escursionisti 2.0 che scambiano la foresta per una discarica IKEA?
Siamo stanchi.
Dopo innumerevoli denunce, appelli, lettere, comunicati stampa, messaggi in bottiglia, segnali di fumo e forse anche una petizione su carta riciclata, nulla cambia.
Anzi, la situazione peggiora. I nostri sentieri sono ormai un museo a cielo aperto dell’idiozia contemporanea. E mentre la civiltà si perde nel bosco, nessuno ha voglia di andare a cercarla.
Noi continuiamo a pedalare. Con dignità. Con rabbia.
Ma ogni tanto sogniamo che, tra una curva e l’altra, invece di accendini e bombole del gas, spunti finalmente un raro esemplare di civiltà.
Una specie in via d’estinzione. Ma, a quanto pare, ancora più difficile da avvistare del lupo.



La compiango perché m’immedesimo nello sconforto di chi ama la natura, il suo territorio nativo, e cercando il benesere che la natura dà s’imbatte ogni volta in questi scempi. Conosco lo smarrimento di non riuscire a entrare nell’ottica di chi compie questi atti, che tra l’altro spesso implicano più complicazioni e fatica di un normale smaltimento del rifiuto. Vederli è subire una violenza all’anima, ingenerano depressione, sfiducia nell’umanità e nel suo futuro, e anche chi non è colpevole ( la grande maggioranza di noi non lo farebbe mai) finisce per sembrarci in fondo indifferrente.
Penso che se ci fosse un po’ di buona volontà istituzionale qualcosa si potrebbe fare, per esempio mettere delle telecamere in punti “strategici”della strada. Penso che più che dedicarsi al perseguimento di cose tipo la cannabis senza THC o concepire incredibili aggravanti per reati commessi in prossimità delle stazioni ci si dovrebbe dedicare seriamente a punire fatti del genere. Nessuna galera con getto di chiave, non mi interessa, ma un annetto di pena alternativa passando i fine settimana a ripulire boschi, rivi, parchi sarebbe educativo per chi fa certi scempi e salutare per noi tutti.
In una società illuminata nessuno sporcherebbe. Questo è impossibile, come impossibile è pensare di annientare chi abbandona rifiuti con le telecamere o le tre pattuglie ambientali che esistono sul territorio. Quindi dobbiamo rassegnarci? Direi di no, potrtemmo anzi usare senza però sfruttare le persone civili che ci sono e si comportano bene premiando direttamente queste persone ovvero applicando uno sconto sulla tari (la propria) per ogni tot di rifiuti recuperati dai boschi. Oggi si pulisce il parco di Lignano; AISA d’intesa col Sindaco promuove una campagna con tanto di schedatura dei partecipanti (senza entrare nelle questioni dell’attività lavorativa; è volontariato puro e basta) e alla fine in base ai kg raccolti verranno attribuiti degli sconti sulla tassa del privato cittadino.
Domani si ripulisce le banchine della Strada regionale 71 dal km x al km y, AISA mette a disposizione un compattatore e si applica la stessa formula. Inizialmente con sconti grandi anche in grado di azzerare la tari, passare una grande informazione sui social tv e carta stampata, servizi ai telegiornali locali…. Probabilmente si arriverebbe ad un discreto successo