Rigutino (AR) – A Rigutino non servono i parchi avventura, basta attraversare i ponti. L’amministrazione ha pensato bene di offrire emozioni forti a costo zero: ponti senza parapetti, con staccionate che sembrano disegnate da Giacomo Leopardi durante una crisi depressiva.
Il ponte in questione si trova davanti al cimitero, giusto per ricordarti che in fondo la vita è breve, e a Rigutino ancora di più se passi di lì con l’auto o, peggio, a piedi. È uno di quei ponti che ti fanno dire: “Speriamo regga”, mentre il Comune dice: “Speriamo non ci guardino”.
Sui pali di ferro, un tempo destinati a reggere protezioni, ora sventola solo la bandiera della ruggine. Il cavo che dovrebbe fare da “guardrail” sembra preso in prestito da una recinzione per conigli. E chi osa attraversarlo si ritrova inconsapevole protagonista di un reality estremo: “L’Ultimo che cade”.
Il tocco di classe? Un cartello 30 all’ora appoggiato per terra, come se la velocità fosse il problema principale e non la possibilità concreta di volare di sotto. Un invito alla prudenza che sa di sfida: “Vuoi rischiare? Fallo piano”.
Intanto auto, trattori, biciclette e pedoni (o sopravvissuti, dipende dai giorni) continuano a passare come se niente fosse, tra l’indifferenza generale e la rassegnazione tipica di chi ha capito che in Comune il ponte più solido è quello delle vacanze.
Dopo anni di promesse, sopralluoghi e studi di fattibilità (che pare siano stati fatti rigorosamente dal bar), la situazione è rimasta uguale: pericolosa ma panoramica, perfetta per le foto-ricordo prima di precipitare.
Ma tranquilli, dicono che il progetto per sistemare tutto esiste. È nella stessa cartella dove tengono il progetto della metropolitana di Arezzo e il ponte sullo Stretto.





