Arezzo, terra di santi, mercanti e parcheggi creativi, oggi si sveglia con due certezze: uno, che senza Bertelli a comprare fabbriche dismesse il Partito Democratico saprebbe solo tagliare nastri di sagre paesane; due, che l’auto blu del sindaco ha scoperto la funzione forno ventilato direttamente in piazza Guido Monaco.
“Meno male c’è Bertelli”, scrive il gruppo consiliare del PD aretino, come se fosse il jingle della Coop. Un comunicato che trasuda gratitudine in stile “grazie zio ricco per averci comprato il monopattino”, ma con la sobrietà tipica di chi sa che al massimo avrebbe saputo farci un parcheggio scambiatore con due panchine rotte.
Comunicato stampa PD Arezzo
La ex Lebole, che da anni stava lì come una cattedrale nel deserto, con il pregio però di avere più amianto che affreschi, viene dunque affidata a chi sa farci business vero. E mentre il PD ringrazia “il pool di professionisti aretini” (che suona come il nome di una squadra di calcetto), l’impressione è che se Bertelli avesse comprato anche il Comune di Arezzo in blocco, gli avrebbero fatto pure il coro da stadio.
Intanto, dall’altra parte della città, il sindaco ha trovato un modo innovativo per combattere la disoccupazione: arrosto di autista in centro storico.
Ricordate la storia dell’auto blu sotto il sole, l’autista a marinare nell’abitacolo per sei ore e il consigliere Michele Menchetti in versione Don Chisciotte dei parcheggi selvaggi? Ebbene, alla sua interrogazione, la risposta ufficiale è arrivata e la sintesi è: “Scusate, ci siamo scordati di dire all’autista di andare via”. Praticamente, il povero conducente sarebbe rimasto lì per un malinteso nella comunicazione, come se fosse la prima volta che in Comune qualcuno non sa cosa stanno facendo gli altri.
Nota del consigliere comunale Michele Menchetti
Che poi, diciamolo, se il sindaco avesse lasciato l’auto a motore acceso col fresco del climatizzatore, oggi avremmo avuto Menchetti in diretta TikTok a gridare al disastro ecologico. Invece niente: solo un uomo che cuoce a fuoco lento, modello “pollo allo spiedo istituzionale”, in mezzo alla piazza.
Ma la vera notizia è che, a quanto pare, a Palazzo Cavallo comunicano così: a gesti, come al mercato del pesce.
Il PD intanto si consola: la ex Lebole è salva, e per loro basta e avanza. E se proprio proprio rimane un autista carbonizzato in corso d’opera, c’è sempre tempo per un comunicato stampa di circostanza. Magari con la regia di Bertelli.



Il Direttore ha ragione. Siamo tutti contenti che Bertelli abbia acquistato l’area. Io spero che l’ennesimo suo intervento su tutto quel che è dismesso ad Arezzo possa portare a cose buone, che abbia in mente di fare qualcosa che migliori la città e lasci, il più tardi possibile ovviamente, un suo ricordo di figura mecenatistica.
Ma non è che Bertelli possa avere una delega in bianco. Una forza politica, specie d’opposizione e che dovrebbe avere l’aspirazione di riconquistare l’amministrazione con idee e progetti diversi da quella attuale, dovrebbe avere appunto un’idea sul miglior utilizzo dell’area. Sennò in città si finisce per limitarsi a chiedere (giustamente) che ci sia qualcosa che ricordi la Lebole e le leboline. Sennò si fa come il PD milanese, dove l’urbanistica finiscono per farla i fondi d’investimento ( e qui abbiamo la fortuna che Bertelli può pensare a qualcosa di diverso da un’operazione che abbia al centro obiettivi meramente speculativi).
Il PD ( ma chiunque altro) dovrebbe esprimere un suo “I have a dream” sull’area, sennò rischia di fare la fine dell’autista del sindaco, lasciato a grigliare perché non ci si ricordava di lui.