“Sei Toscana” o “Sei un accrocchio?” — Quando il porta-a-porta diventa porta-a-sacchetto-abbandonato.
Camminare per le strade di Rigutino ormai è un’esperienza interattiva: un po’ caccia al tesoro, un po’ safari urbano. Dove prima vedevi alberi, marciapiedi e parcheggi, oggi puoi ammirare i rari e pregiati “Sacchetti dell’Abbandono”, in esposizione permanente sotto ogni tiglio .
I residenti si pongono domande esistenziali:
Se sbagli il giorno di conferimento, il sacchetto resta in strada fino alla prossima era geologica? O speriamo che passi una folata di vento solidale?
A quanto pare, l’ente gestore della raccolta (Sei Toscana, per gli amici “Sei… e ti arrangi”) applica la filosofia zen: “Il rifiuto non esiste, è solo materia in attesa di un karma migliore”.
Ma i cittadini iniziano a dubitare:
«Questa raccolta porta-a-porta ci è stata venduta come la rivoluzione. E invece… ci ritroviamo con i sacchetti sotto casa come ai tempi dei cassonetti, solo più sparsi e più cari.»
E ancora:
«Il bidone dell’umido? A Rigutino funziona alla perfezione… come cassonetto dell’indifferenziata. Un trionfo del multitasking.»
La proposta di buon senso arriva dal popolo (che in genere il senso ce l’ha):
“Cassonetti controllati, zone di conferimento, e magari qualcuno che gira a controllare, perché la civiltà non si fa col volantino ma con la vigilanza.”
Ma evidentemente, per Sei Toscana, il controllo sui sacchetti a Rigutino è come il Wi-Fi in galleria: un’utopia tecnologica.
Il problema ormai è diventato filosofico:
“Se un sacchetto cade su un marciapiede e nessuno lo raccoglie, è colpa del cittadino, del Comune o dell’universo che ci rema contro?”
Nel dubbio, il sacchetto se la ride e resta lì, beato, ad aspettare.
Tanto a Rigutino il rifiuto ha più speranza d’immortalità di una piramide egizia.


