Era l’ultima fontana rimasta viva, quella di Fonteabetina, ed è stata ammazzata come nei peggiori gialli di provincia. L’assassino? Un coglione qualunque, armato di ignoranza e cacciavite.
Dopo anni di discariche abusive, eternit dimenticato, boschi trasformati in discariche di divani e lavatrici, ci mancava solo il colpo finale: stroncare la cannella dell’acqua.
Complimenti: adesso non scorre più l’acqua… solo bestemmie.
I biker che si fermavano a riempire le borracce? Ora potranno allenarsi a succhiare la rugiada dalle felci.
Gli abitanti che portavano taniche? Le riempiranno con lacrime, che almeno sono pure naturali.
Le autorità? Sono state avvisate delle discariche da mesi, ma evidentemente aspettano che l’eternit si trasformi in “bene culturale” per dichiararlo patrimonio UNESCO.
Nel frattempo, i vandali continuano indisturbati.
Loro sì che hanno trovato la fonte inesauribile: quella della stupidità umana.



Ci vorrebbe la pena di morte
Il degrado porta degrado e viceversa. Poti, da quando me lo ricordo io (e ho superato i 50!), è sempre stato abbastanza degradato, poi con la chiusura del bar (mi sembra fine anni 70) la cosa è precipitata. Ho sempre sentito dire che c’è un fallimento legato all’acqua, e quindi? il degrado deve rimanere tale nei secoli? La parte storica dove imbottigliavano l’acqua davanti alla fontanella oggetto del servizio è fatiscente ma potrebbe con relativa poca spesa essere acquisita dal Comune e creato un posto di sosta, rimessa la fontanella pubblica dove era una volta lo sgorgare della sorgente, dove c’è il manufatto in laterizio, e bqenchè quest’ultimo non sia il partenone è comunque un piccolo edificio industriale dei primi del ‘900 o fine 800 che un suo facino potrebbe averlo. Del resto se le cose le vogliono fare possono farle come han fatto a Rigutino col parco rigutinelli, che non sarà un fiore all’occhiello ma è piu che dignitoso. Il problema è che lassu chi lo vede? E quindi il rapporto soldi spesi voti resi sarebbe alquanto deficitatrio.
meditate gente, meditiamo.
Il Comune dovrebbe trasformare l Alpe di Poti facendola diventare Alpe Tirolese. Baite, strudel e jodel, caprette,( non quelle usate in edilizia senno’ ci poggiano subito l’ eternit). Il know how c e’ gia’.
Fosse pubblico avresti ragione. Ma sono tutte abitazioni private. L’unica cosa di pseudo pubblico potrebbe diventare la zona ex imbottigliamento e forse l’ex bar /hotel, ma per farci cosa? Diverso potrebbero i privati investirci con modifiche alle destinazioni e recupero volumi anche in stile villaggio tirolese come già una parte esiste, Allora sì che potrebbero farci il villaggio di Natale con tanto di navette e pernotto, altro che al Domo.
Io cazzeggiavo…il mercato tirolese in piazza grande mi fa orrore…ma al peggio non c e’ limiti e non mi meraviglierei se spuntasse un progetto Poten Alpen