Arezzo, domenica straordinaria:la città ha ospitato contemporaneamente la Giostra del Saracino, la Fiera Antiquaria al Prato e un esercito di turisti pronti a spendere.
E cosa fa il Comune? Chiude la Fortezza Medicea e la Galleria Comunale. Il Duomo che va in pausa pranzo come un bar di periferia, così i fedeli si sincronizzano con la digestione del parroco.
Turisti tedeschi confusi: “In Germania la cattedrale è sempre aperta. Qui è chiusa. Forse è un’installazione artistica?”
I visitatori stranieri: “Abbiamo preso il volo da Londra per vedere un cancello chiuso e una scala mobile rotta, esperienza autentica toscana, grazie”.
Gli aretini rassegnati:
Filippo: “Io tutta funzionante non l’ho mai vista”.
Rachele: È da prima del 31 agosto che è guasta…
Antonella: Ce n’è sempre un pezzo guasto! Io tutta funzionante non l’ho mai vista!
Alessia:Credo che vedere tutte le rampe funzionanti sia un evento! Arezzo a pezzi!
Il Comune: “Fa bene non usarla, allenatevi per la prossima Scalata al Castello”.
Un altro commento social: “Stupidi e miopi… potevano aprire perfino l’Anfiteatro. Ma niente, preferiscono aspettare le salsicce tirolesi”.
Prossima puntata: a Natale sempre guasta, ma con le lucine sopra.
Gli amministratori continuano a ripetere come un mantra “Arezzo è città d’arte e il turismo è il nostro futuro”, i turisti ripetono come un rosario: “Dove cavolo sono finite le attrazioni?”.
Mentre il Saracino giostra, i turisti giostrano tra cancelli serrati, scale ferme e infopoint assenti.
Risultato: Arezzo, più che città d’arte, sembra una città di cartelli con scritto “Chiuso”.
E come dice Franco Dringoli, il vero profeta della giornata:
“Forse era meglio l’apertura straordinaria”.


