Consigliere Menchetti avverte: preparatevi a due mesi di slalom gigante tra disagi, cartelli e bus impazziti.
Arezzo si avvicina al Natale come ogni anno: con la stessa gioia dei residenti quando vedono arrivare un pullman turistico alle 8 del mattino e la stessa organizzazione di una riunione di condominio convocata su WhatsApp alle 23:59.
Il consigliere comunale Michele Menchetti, dopo aver ascoltato le dichiarazioni dell’assessore alla Città del Natale (una carica che dovrebbe prevedere per legge un casco protettivo), riassume la situazione in modo lapidario: “Siamo alle solite.”
Che, tradotto dal politichese, vuol dire: se vi aspettavate miglioramenti, siete nuovi.
Il parcheggio Tarlati: dalla strategia urbana alla fuga di massa
La delibera di giunta del 14 ottobre ha confermato il divieto di accesso al parcheggio Tarlati dal giovedì alla domenica. Per due mesi. Perché se puoi rendere la vita complicata agli automobilisti quattro giorni su sette, perché accontentarsi?
Risultato:
- parcheggio selvaggio sui marciapiedi, ormai considerati risorsa urbana polifunzionale;
- bus turistici parcheggiati dove capita, anche se capita male;
- la famosa strada per il Tarlati, che doveva essere ultimata entro ottobre, ma evidentemente il cantiere segue il calendario giuliano;
- il marciapiede di via Pietri, dove l’unica cosa più pericolosa dei cartelli di divieto di sosta è l’idea di utilizzarlo davvero;
- la curva cieca di via Gamurrini, definita dagli esperti “un’esperienza immersiva”.
I residenti che parcheggiano al cimitero e vanno a piedi al Prato vengono descritti così da Menchetti: “in perenne rischio frontale”.
Un po’ come la viabilità natalizia, ma senza i brillantini.
Dieci anni di evento, zero anni di ascolto
“Non ci hanno mai chiesto un consiglio”, dice Menchetti.
In effetti, dopo dieci edizioni nessuno dell’amministrazione ha pensato di confrontarsi con chi la città la vive davvero.
Forse confidano nel principio urbanistico dello spontaneus aggiustamentus, che consiste nel lasciare andare tutto a ramengo sperando che prima o poi si sistemi da solo.
Soluzioni? Ce ne sarebbero, ma disturbano.
Il consigliere suggerisce idee innovative come:
- prenotazione online per i camper;
- stalli numerati;
- cartelli chiari;
- sicurezza per pedoni e residenti.
Robaccia futuristica, insomma.
Cose che nei film di fantascienza succedono negli anni 3000.
Il finale, che finale non è
La conclusione di Menchetti è severa:
“Serve un cambio di rotta.”
Che in città è stato interpretato così:
- I residenti: “Finalmente!”
- I turisti: “Dove si parcheggia?”
- L’amministrazione: “Cambio di rotta? Certo. Torniamo a quella dell’anno scorso.”


